Vagnozzi: «l’obiettivo è di sostenere Sinner e aiutarlo a diventare il migliore nei prossimi 10 anni»

In conferenza stampa: «Jannik non è il tipo che festeggia in maniera particolare. Vincere in casa, questi tipi di match, è bellissimo. Dopo la sconfitta a Roma (agli Internazionali, ndr) c’era un po’ di tensione»

Sinner, Vagnozzi

Melbourne (Australia) 28/01/2024 - finale Australian Open / foto Imago/Image Sport nella foto: Jannik Sinner ONLY ITALY

Simone Vagnozzi, coach di Jannik Sinner, è intervenuto in conferenza stampa per commentare il trionfo dell’altoatesino alle Nitto Atp Finals 2025. «Siamo tutti contenti. Vincere in casa, questi tipi di match, è bellissimo. Dopo la sconfitta a Roma (agli Internazionali d’Italia, ndr), c’era un po’ di tensione per cercare di vincere questo incontro», ha esordito il tecnico marchigiano.

Vagnozzi: «Cercheremo di aumentare l’arsenale di Jannik»

Vagnozzi ha poi aggiunto:

«Jannik non è il tipo che festeggia in maniera particolare e il fatto che si sia buttato per terra al termine della partita, penso che voglia dire qualcosa. Ci teneva moltissimo. La commozione di Umberto Ferrara alla fine? È tornato nel nostro gruppo e vincere gli ha dato una gioia incredibile».

E in vista della prossima stagione: «Sono un allenatore a cui piace costruire e non gestire. Nella preparazione cercheremo di metter cose nuove e di aumentare il suo ‘arsenale’. È questo il target. Non posso sapere per quanto tempo saremo ancora con Jannik, ma l’obiettivo è quello di sostenere Jannik e aiutarlo a diventare il giocatore migliore nei prossimi 10 anni».

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Cahill: «Con Sinner cerchiamo di implementare dai Big-Three, bisogna migliorare però su terra»

Darren Cahill, che fa parte dello staff di Jannik Sinner, ha parlato della vittoria dell’altoatesino alle Atp Finals.

Le parole di Cahill su Sinner

Le dichiarazioni raccolte da Sportmediaset:

«Cerchiamo di imparare dai migliori, Rafa Nadal, Novak Djokovic e Roger Federer, e di implementare quanto più possibile da loro per dare al Jannik gli strumenti per mettere più pressione possibile sugli avversari».

Sinner è cresciuto molto nel servizio:

«Nel tennis hai il controllo su un solo colpo, ed è il servizio. Jannik e Simone Vagnozzi hanno fatto un lavoro incredibile nelle ultime quattro o cinque settimane per riorganizzarlo e trovare quel ritmo e quella cadenza che gli hanno permesso di alzare la percentuale di prime. Ma non è solo una questione di percentuale. Se ci interessasse davvero solo quella, gli faremmo rallentare la velocità per metterne di più. Invece Jannik ha aumentato i chilometri orari, tira più vicino alle righe e ottiene molti più punti gratuiti».

«Sebbene Jannik risponda già molto bene, sentiamo che ha ancora margini di miglioramento in quell’area. Questa è la cosa davvero interessante ed entusiasmante nel lavorare con qualcuno forte come lui: ci sono parti del suo gioco che possono ancora crescere molto. E vogliamo che giochi il suo miglior tennis a 28, 29, 30 anni. Speriamo di impostare ora il piano che gli permetta di farlo tra qualche anno».

Sul gioco di Sinner, Cahill commenta:

«Credo che si adatti bene a tutte le superfici, lente, veloci o medie. Ovviamente la terra sarà un grande obiettivo per noi l’anno prossimo, per continuare a migliorare il suo tennis su quella superficie. Continueremo a lavorarci».

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