Antognoni: «Io vedo tanti giovani in Nazionale, ma bisognerebbe credere in loro e non soffocarli di pressioni»

A Repubblica: «Nico Paz sembra Totti, è il migliore che c'è in Italia. È normale che il Real voglia riaverlo, uno così merita il Bernabeu»

Antognoni Bove

Livorno 04/08/2019 - amichevole / Livorno-Fiorentina / foto Insidefoto/Image Sport nella foto: Giancarlo Antognoni

Giancarlo Antognoni, icona del calcio italiano, ha concesso un’intervista a Repubblica, commentando l’enorme talento di Nico Paz e la situazione relativa ai giovani della Nazionale.

Le parole di Antognoni

Giancarlo Antognoni, numero dieci elegante e di classe della Fiorentina negli anni 70-80, le piace Paz?

«Mi ci rivedo, tecnicamente siamo simili. Abbiamo le stesse caratteristiche, visione di gioco, forza fisica. Anche io segnavo gol e regalavo assist. Ma non mi è mai riuscita una sforbiciata come la sua nella partita vinta contro il Sassuolo».

Un gesto spettacolare, di coordinazione, potenza e precisione, che non è valso un gol per la gran parata di Muric ma che ha disegnato lo stupore sulle facce di due star di Hollywood come Michael Fassbender e Chris Pine, presenti in tribuna.

«Nico Paz è un calciatore bello da vedere. Di quelli che entusiasmano e rendono belle tutte le giocate. Sembra Totti. Anche un po’ Baggio, ma più Totti, soprattutto per struttura fisica. È il migliore che c’è in Italia. Il gioco alla spagnola di Fabregas, che preferisce calciatori tecnici e giovani, lo esalta, premia il suo talento. Ha un sinistro sensibile, visione di gioco, è uomo squadra, sa fare tutto».

E infatti fa tutto. In Serie A nessuno è come lui: cinque gol e cinque assist, numeri che fanno classifica, non sono parole o gesti belli solo da applaudire. L’argentino è imprevedibile e immarcabile.

«Una volta noi numeri dieci per novanta minuti avevamo un marcatore addosso che ti asfissiava e non ti mollava mai, nel calcio che si gioca adesso non è più così. Ma oggi lo notiamo perché in Serie A non ci sono più altri giocatori di questo tipo. Eppure anche in Italia abbiamo ragazzi di qualità».

Qui non parla tanto il grande ex calciatore, quanto il dirigente dell’Under 21 azzurra.

«Io vedo moltissimi giovani qui in Nazionale. Ci sono giocatori bravi tecnicamente che potrebbero crescere. Ma servirebbe il coraggio di farli crescere. Di credere in loro, di non soffocarli di pressioni se sbagliano una partita, magari rispedendoli in panchina. Ripeto: ci vuole coraggio. Come lo ha avuto Fabregas. Al Como, in provincia e senza l’obbligo di dover vincere, è più facile».

Ma Paz dovrà abituarsi alle pressioni: il Real Madrid lo rivuole, ha diritto di riprenderselo pagando al Como appena 10 milioni, la clausola fissata al momento della cessione nell’estate del 2024.

«È normale che il Real voglia riportarlo a casa, un calciatore così forte merita di giocare al Bernabeu. Certo, è un peccato per la Serie A, ma direi che la fine è già scritta».

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