Pilato e Tarantino trattenute cinque giorni a Singapore, il furto “scherzoso” per ingannare l’attesa (CorSera)
La ricostruzione della vicenda: Bottazzo aveva avuto complicazioni per il bagaglio. Hanno aspettato fino al 18 agosto per rientrare. Pilato: «Non ho mai avuto intenzione di compiere gesti inadeguati».

Gwangju (Corea del Sud) 27/07/2019 - Campionati Mondiali di Nuoto / foto Insidefoto/Image Sport nella foto: Benedetta Pilato
La vicenda del furto all’aeroporto di Singapore dove sono state coinvolte Benedetta Pilato e Chiara Tarantino ha scosso il mondo del nuoto. Le due atlete sono state trattenute per sei giorni prima di far ritorno in Italia da una vacanza a Bali.
Pilato e Tarantino, il furto per ingannare l’attesa all’aeroporto di Singapore
Il Corriere della Sera ricostruisce quanto accaduto all’aeroporto:
L’episodio è grave perché prefigura l’accusa di furto anche se rientra nei casi di non reato. Un furto non può essere punito quando la sottrazione di un bene avviene per scherzo, senza alcuna intenzione di trarre profitto, se è ritenuto di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale. Sembrerebbe questo il caso delle due nuotatrici azzurre fermate. Ma come si sono cacciate in un tale guaio? È il giorno del rientro dalla vacanza a Bali, il 14 agosto. La comitiva fa scalo a Singapore. Bottazzo ha delle complicazioni nelle procedure di imbarco del bagaglio; Tarantino, Pilato e Morini le danno appuntamento dentro l’area Partenze. Il duty free è una tappa d’obbligo per ingannare l’attesa. Scatta l’orario per l’imbarco, si dirigono al gate dove nel frattempo è arrivata Bottazzo. È in questo preciso istante che vengono avvicinate per una ispezione dagli agenti di polizia. Sanno già cosa cercare, sono arrivati indirizzati dagli addetti alla videosorveglianza, hanno già visionato le immagini in questione. «C’è la chiamata del nostro volo, noi dovremmo partire», prova a far notare una di loro. «Voi restate qui finché non abbiamo finito», l’ordine perentorio. Le immagini del circuito interno avevano evidenziato il gesto di Chiara Tarantino che aveva fatto scivolare furtivamente le due boccette nello zaino di Pilato.
A Sofia Morini e Anita Bottazzo viene chiesto di aprire la borsa e il bagaglio a mano. «Voi due potete andare». Il volo è ormai perso, le due sono costrette ad acquistare un nuovo biglietto aereo. Gli agenti aprono successivamente lo zaino della Pilato e trovano la refurtiva, le due boccette di oli essenziali profumati; lei e Tarantino vengono condotte nel commissariato, fatte spogliare per essere sottoposte a perquisizione, interrogate per molte ore. Nel frattempo, viene avvisato l’ambasciatore italiano a Singapore Dante Brandi, che non si trova a Singapore e affida la pratica al suo vice continuando a seguire attivamente la vicenda, informando la Farnesina, tenendo i contatti con la Federazione italiana di nuoto presieduta da Paolo Barelli. L’iter diplomatico si rivela efficace ma manca il benestare del comandante dell’autorità aeroportuale che è in ferie. La mattina del 18 agosto le incontra, riserva loro una rigorosa strigliata e concede il permesso di tornare in Italia.