L’allenatore voleva dimostrare che non esistono ricambi adeguati per una formazione che corre per la Champions?

Conte deve spiegare almeno a De Laurentiis le sue scelte (Corbo)
Ecco cosa scrive Antonio Corbo su Repubblica Napoli dopo l’eliminazione del Napoli dalla Coppa Italia (sconfitta 3-1 a Roma contro la Lazio) ma soprattutto dopo la decisione di far giocare undici riserve.
Scrive Antonio Corbo:
Il primo tempo mette i brividi al Napoli e pone una domanda. Nello smodato turnover che cosa voleva dimostrare Conte?
Stavolta la squadra si è subito sfasciata, slabbrata, disunita davanti a una Lazio messa bene in campo, tatticamente attrezzata come fosse una vera partita di campionato.
Più che deludenti alcuni giocatori sul piano individuale, si sono presentati tatticamente scomposti.
Come in una amichevole estiva. E dire che sono insieme da sei mesi, si allenano agli stessi orari, si conoscono e riconoscono, in campo come in panchina tremano e si esaltano in una puntualità istintiva che fa di loro la prima squadra della serie A, la capolista.
Che cosa sia successo Antonio Conte dovrà spiegarlo almeno al presidente, ad Aurelio De Laurentiis che ha ricevuto dalle ultime conferenze del suo allenatore messaggi criptici per acquisti prima o poi impegnativi. Le vittorie si costruiscono, dice. Un condivisibile slogan. Ma quando?
Una così plateale rivoluzione rimane da spiegare: un modo per placare l’insofferenza degli esclusi, come dire: vi faccio giocare, fatemi vedere chi siete.
Dimostrare che non esistono ricambi adeguati per una formazione che corre per la Champions. Una exit strategy dalla Coppa Italia per puntare tutto sul campionato. La quarta e ultima va concessa comunque: uno scusabile errore di valutazione.
Conte: «Per costruire ho bisogno di capire che cosa ho in mano»
Il tecnico del Napoli, Antonio Conte, ha parlato ai microfoni di Mediaset dopo la sconfitta per 3-1 contro la Lazio in Coppa Italia
Era un’occasione per l’altro Napoli, ti hanno deluso?
«No, c’è il fatto di essere usciti da una competizione e questo ci deve portare delusione e un’arrabbiatura. Poi sapevamo sicuramente che fare questa scelta poteva portare di rischi, però per noi dovevamo farlo perché tanti giocatori non avevano mai avuto la possibilità di giocare una partita ufficiale. Per un percorso e un processo di crescita serviva dare spazio e valutare calciatori che si impegnano e danno l’anima in allenamento e aiutano in campionato. Era giusto valutare, ora c’è dispiacere per essere uscito dalla competizione».
Era necessario cambiarne così tanti?
«Era uno step che dovevamo fare, l’avevamo fatto contro il Palermo ed era andato tutto bene. Non avevamo altra occasione per testare questi calciatori, se non gli dai l’opportunità di giocare il gruppo lo perdi nell’intensità e nell’applicazione. È giusto che anche voi facciate le vostre domande ed è giusto che io abbia la mai visione e cerchi di fare il meglio possibile per costruire qualcosa e per costruire devo sapere cosa ho».
Cosa ti è piaciuto e cosa no?
«Ho visto le statistiche e la partita è stata equilibrata per il possesso, le conclusioni in porta e i calci d’angolo. Dovevamo fare più attenzione si gol concessi. Poi sicuramente il terzo gol a inizio ripresa ci ha tagliato le gambe. Se devo trovare qualcosa, abbiamo concesso tre gol e potevamo fare di più».
Dicono che non avere le coppe ci ha avvantaggiato, ora senza la Coppa Italia siete ancora più avvantaggiati in campionato?
«Noi dobbiamo lavorare e pensare a noi stessi, si dice che non c’è peggior sordo di chi non vuole vedere e peggior sordo di chi non vuole sentire, per cui lasciamo ad altri le considerazioni e andiamo avanti per la nostra strada. Noi cercheremo di fare tutto il possibile per arrivare dove dobbiamo anche il prima possibile, ma scorciatoie nella vita non esistono».