Eletto nuovo presidente Rafael Louzán che ha una inibizione di sette anni dai pubblici uffici per abuso d’ufficio. Rischia subito la sospensione

Rafael Louzán è il nuovo presidente della Federcalcio spagnola (Rfef), con 90 voti a favore su 138 membri presenti in assemblea. Tuttavia, come riporta il quotidiano El Paìs, il nuovo presidente della Rfef ha sulle spalle una condanna e una interdizione di sette anni dai pubblici uffici che risale a quando era esponente del Partito Popolare alla Provincia di Pontevedra“.
El Pais non sembra entusiasta del nuovo presidente della Rfef:
“Il barone, ex presidente del Consiglio provinciale di Pontevedra del Pp (il Partito Popolare, il principale partito di centro-destra/destra spagnolo) è in attesa del ricorso da lui presentato alla Corte Suprema che affronterà la questione il 5 febbraio. L’elezione di Louzán mette ancora una volta la federazione sull’orlo del baratro e dell’imbarazzo internazionale“.
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Louzán potrebbe diventare il quarto presidente consecutivo della Rfef ad essere squalificato
El Pais continua:
“L’incertezza generata dalla vittoria di Louzán è massima perché anche il Consiglio Superiore dello Sport sta valutando la possibilità di squalificare presto la nuova guida della federazione. L’organismo presieduto da José Manuel Rodríguez Uribes intende presentare un reclamo al Tribunale Amministrativo dello Sport per il mancato rispetto degli statuti della Rfef negli articoli 19.4 e 24. Il primo si riferisce ai requisiti per far parte degli organi direttivi del governo federale e stabilisce come condizione “la non interdizione dai pubblici uffici”. Ciò non ha impedito a Louzán di candidarsi, ma gli ha negato l’accesso agli organi governativi. L’articolo 24 riguarda la cessazione dall’incarico per chiunque sia colpito dalle restrizioni di cui all’articolo 19“.
Se il Consiglio Superiore dello Sport e il Tribunale amministrativo dovessero vincere i ricorsi, “Louzán potrebbe diventare il quarto presidente consecutivo ad essere sospeso dopo Villar, Rubiales e Pedro Rocha“.
La Rfef circonda da corruzione e incertezza
Il quotidiano se la prende anche con Tebas, presidente della Liga.
“La maggioranza dei baroni territoriali e la Liga, con al timone il presidente Javier Tebas, hanno deciso di ignorare cosa significhi il trionfo di Louzán in termini di immagine reputazionale per la federazione e il calcio spagnolo. La federazione è ancora una volta circondata dal fuoco dell’incertezza e della corruzione“.
Gli intrighi di potere avviluppano la Federcalcio spagnola. Infatti Louzán sa perfettamente di essere in bilico. Ha quindi concordato con “il terzo candidato, Sergio Merchán dell’Estremadura, di non presentarsi un’ora e mezza prima dell’inizio delle votazioni“. El Paìs ipotizza che Louzán abbia designato come suo successore Merchán nel caso in cui il Consiglio superiore dello Sport gli impedisse di fare il presidente. L’accordo avrebbe anche l’obiettivo di “impedire a Gomar o ad un candidato esterno di raggiungere il minimo dei consensi richiesti per presentare una candidatura“.
“La pantomima di Merchán offre una visione del pantano in cui si muove il mondo federativo del calcio spagnolo. La questione, ancora una volta, è se i baroni e il resto dei membri dell’assemblea che hanno eletto Louzán senza preoccuparsi di ciò che la loro decisione comporta, siano la degna rappresentanza del calcio spagnolo. Hanno messo ancora una volta la federazione sull’orlo del precipizio“.