Alla Gazzetta: «ha deciso il copione in base alle forze che aveva a disposizione ed è una qualità che pochi allenatori posseggono»

Sacchi: «Ancelotti a Manchester ha mostrato intelligenza, ha scelto in base alle forze che aveva». L’Arrigo “costretto” a difendere la partita difensiva di Carletto in Champions. Ecco cosa scrive per la Gazzetta l’uomo di Fusignano.
Ancelotti è talmente bravo e talmente convincente che è riuscito a far digerire al pubblico spagnolo, particolarmente esigente in fatto di spettacolo, anche una prestazione prettamente difensiva. Non so se sia il miglior allenatore del mondo, di sicuro è un grandissimo.
Contro il Manchester City sapeva di non potersela giocare alla pari, perché gli inglesi a campo aperto sono superiori e perché aveva troppi assenti (soprattutto in difesa): così ha impostato una partita di contenimento, che non è certo nelle sue corde, amando lui dominare il campo, ma lo ha fatto con dignità e dimostrando una notevole intelligenza.
Sacchi: «Ancelotti? Intelligenza, non furbizia»
Badate bene: dico intelligenza, e non furbizia, perché nelle scelte di Carletto c’è lo studio dell’avversario, il disegno di come lo si può bloccare o perlomeno arginare, e non c’è soltanto l’attesa nella speranza che qualcuno, là davanti, risolva il problema. Ancelotti ha deciso il copione in base alle forze che aveva a disposizione, e anche questa è una qualità che pochi allenatori posseggono.
È rimasto se stesso, il ragazzo semplice, serio e simpatico che ho conosciuto nell’estate del 1987 quando l’ho accolto a Milanello, e non è mai cambiato. Questa è una dote rara, perché spesso il successo dà alla testa, modifica i comportamenti, li stravolge. Con Carletto questo non è accaduto, perché i valori alla base della persona sono solidi, indistruttibili.