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John Elkann va al Corriere della Sera a lamentarsi per il trattamento ricevuto (Il Foglio)

È successo lunedì mattina. Si è lamentato, di persona e con piglio d’offeso, per i modi con cui il Corsera starebbe (mal) trattando lui e la famiglia

John Elkann va al Corriere della Sera a lamentarsi per il trattamento ricevuto (Il Foglio)
Stellantis Italian Chairman John Elkann attends the presentation of the exhibition ìDrive Differentî at the ìMuseo Nazionale dell'Automobileî (The National Automobile Museum) in Turin on November 23, 2023. (Photo by MARCO BERTORELLO / AFP)

John Elkann va al Corriere della Sera a lamentarsi per il trattamento ricevuto. Lo scrive il Foglio in prima pagina co un pezzo dal titolo: “Jaki a Via Solferino – Che ci faceva, non annunciato, il signore di Exor al Corriere? Si lamentava di come lo trattano”.

Scrive – in una prosa che appaga i sensi -:

da un’auto fumé, o camminando lesto tra le polveri sottili, non è dato appurare, lunedì mattina un diafano giovin signore ha bussato, senza invito e senza essersi annunciato, alla porta del direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana. Che sorpreso come un personaggio di Feydeau ha detto: fate passare, impreparato alla più bizzarra delle sorprese. A varcare la soglia era John Elkann, Jaki per gli intimi e i rotocalchi, il signore di Exor e di Gedi. Veniva a lamentarsi, di persona e con piglio d’offeso, per i modi (aggressivi, poco urbani?) con cui Via Solferino starebbe (mal) trattando lui e tutta la famiglia Elkann-agnelli variamente intrecciata.

Cattiverie, pettegolezzi, attacchi in sospetto di sistema che chissà cosa nascondono. Pacato e di lungo corso, abituato ai cdr di Solferino quando ancora contavano qualcosa, alle bizze tra editori di sindacato e alla frenesia di quello presente e unico, Fontana ha ostentato calma. Caro signore, è un onore riceverla, seppure sia planato come un drone. Ma davvero, tra eredità di mamma, progetti di Stellantis e litigate con Calenda, la mia squadra sta facendo solo cronaca. Bella cronaca, devo dire.

Chissà se si è salvato dal colpo dell’offeso, come il duellante di Puskin dietro al famoso bottone, o se il visitatore s’è ritenuto soddisfatto. Ma che strano il nervosismo di un uomo potente e nel pieno dei suoi molti poteri, che evidentemente si sente così accerchiato, o non protetto, o sotto attacco da perdere le staffe con il giornale della concorrenza. Di lui si dice che con strategia si tenga stretto il controllo sui media, perché qualcosa i giornali contano ancora. Invece eccolo lì, irritato come un giovin signore che ha scoperto uno schizzo di fango sulle ghette.

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