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Sinner: «Non cambio residenza, resto a Montecarlo»

In conferenza ha spiegato: «Mi sento a casa, ho una vita normale, posso andare al supermercato con zero problemi».

Sinner: «Non cambio residenza, resto a Montecarlo»
Italy's Jannik Sinner reacts on a point against Serbia's Novak Djokovic during their men's singles semi-final match on day 13 of the Australian Open tennis tournament in Melbourne on January 26, 2024. (Photo by Martin KEEP / AFP) / -- IMAGE RESTRICTED TO EDITORIAL USE - STRICTLY NO COMMERCIAL USE --

Sinner ha vito gli Australian Open ed è diventato un eroe, forse un super eroe, come ha detto Tomba, ma non si dimentica il fatto che lui abbia la residenza a Montecarlo e che non paghi le tasse in Italia.

Questa mattina  Franco Fava, mezzofondista italiano degli anni Settanta nonché storico collaboratore del Corriere dello Sport, scrive al Corriere della Sera – alla rubrica delle lettere di Aldo Cazzullo – sul caso Sinner e residenza fiscale a Montecarlo. «Il Coni convochi alle Olimpiadi chi paga le tasse».

Sinner e Montecarlo

Nella conferenza stampa di questo pomeriggio con il presidente della Federtennis Angelo Binaghi, Jannik Sinner ha risposto alla domanda se fosse disposto a cambiare la sua residenza

«Quando ho fatto 18 anni mi sono allenato a Bordighera col mio ex allenatore che aveva la residenza a Monaco. La cosa più bella è che ci sono tanti tennisti con cui ti puoi allenare, tanti campi, tante strutture, mi sento a casa, ho una vita normale, posso andare al supermercato con zero problemi».

La lettera di Fava a Cazzullo

Caro Aldo, la sua riserva circa la scelta di Sinner di eleggere a Montecarlo la residenza fiscale, mi fa riflettere su come la morale nello sport, tanto più se si è grandi campioni, a volte possa stridere con il senso civico. Da ex atleta olimpico sono sempre stato convinto che l’etica non sia solo quella espressa in campo, in piscina o su una pista, ma anche nel compiere alcuni doveri imprescindibili, come pagare le tasse nel proprio Paese anche se gran parte del reddito è prodotto all’estero.

Del resto la lotta all’evasione continua a restar fuori dall’agenda di governo. L’impresa di Sinner ha riscosso anche l’elogio di papa Francesco, che ha ricordato come «il tennis può dare lezioni di vita». Bene. Per questo non vorrei che questa estate ai Giochi di Parigi, il portabandiera azzurro fosse un italiano con residenza fiscale nel Principato. Basterebbe una piccola norma del Coni: convocazione olimpica a chi paga le tasse in Italia. Altrimenti mi dice lei perché ad esempio il poliziotto Tamberi dovrebbe pagare l’Irpef sui 150.000 euro e passa del premio Coni per l’oro (ci auguriamo) e Sinner nemmeno un centesimo?

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