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Superlega, Reichart sbugiarda i club: «Alcuni dicono no, poi mi telefonano e dicono di esserci»

Il ceo della A22: «Il calcio di oggi non è né innamorato né leale fino in fondo al monopolio. Dateci tempo e riusciremo a convincere i migliori club d’Europa»

Superlega, Reichart sbugiarda i club: «Alcuni dicono no, poi mi telefonano e dicono di esserci»
Leeds (Inghilterra) 19/04/2021 - Premier League / Leeds United-Liverpool / foto Imago/Image Sport nella foto: protesta contro SuperLega

Il ceo della A22, che ha in mano il progetto della Superlega, è stato intervistato da Cadena Cope, e ha parlato dell’adesione dei vari club al progetto.

Le parole di Reichart riportate da TuttoSport:

«Alcuni dei club che oggi dicono ‘no’ mi hanno chiamato per spiegarsi: ‘Diciamo no, però siamo qui‘»

«Il calcio di oggi non è né innamorato né leale fino in fondo al monopolio. Oggi molti club hanno fatto dichiarazioni in cui continuiamo a vedere il braccio lungo di un monopolio che dura da 70 anni. Dubitiamo che la Uefa faccia pressione sui club? Date loro tempo e lasciateci convincere i club. Lo faremo, convinceremo i migliori club d’Europa».

«Oggi ho parlato con molti club, ma non abbiamo cercato di negoziare per concludere accordi. Inizia un’altra era di dialogo e a un certo punto comunicheremo i club che costituiranno la Superlega. Non faremo forzature per costringere i club a dire oggi ‘io sono qui’. Non siamo qui per creare muri. Questo è per unire, non per dividere».

Il commento di Telegraph sulla Superlega:

Quella Uefa è una “montagna che forse non potrà mai essere scalata”. Per il Telegraph il calcio europeo è questo e questo resterà per molto tempo. Il Telegraph è un giornale conservatore, e ovviamente è in questa ottica che viene letta la rinascita della Superlega, con due editoriali.

“A volte è difficile decidere cosa sia peggio: il formato o il marchio – scrive Sam Wallace – La divisione dei migliori club d’Europa in classifiche che ricordano i nomi degli asili nido non nasconde il fatto che si tratta di un’idea proposta nel 2019″. Nel frattempo è pure invecchiata male: “nessuno può avvicinarsi in sicurezza”.

“Perché i club dovrebbero rovesciare la Uefa? La controllano già”, continua. “L’asse Uefa-Eca è forte. La Uefa non si muove senza l’approvazione dell’Eca e le due possiedono entità formano una joint venture che controlla tutti i miliardi di euro di entrate. Il potere dell’Eca è destinato a crescere e si presume che prima o poi verrà chiuso un accordo di pace con Real e Barcellona per consentire ai ribelli di rientrare silenziosamente al governo“.

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