Cinque sconfitte in 15 gare, 17 punti meno dello scorso anno, Champions in bilico. Ancora non si sa chi abbia segnalato Garcia ad Adl

Il Napoli oggi è un disastro tecnico e finanziario, chi sono i responsabili? Se lo chiede Antonio Corbo nell’edizione napoletana di Repubblica.
Scrive Corbo:
Cinque sconfitte in 15 gare, 17 punti meno dello scorso anno, in bilico fino al 12 dicembre la qualificazione agli ottavi di Champions. Un disastro tecnico e finanziario.
Corbo si sofferma sulle condizioni per superare il disastro:
1. Almeno un pari martedì con il Braga, per mettere al sicuro i primi 79,5 milioni di euro. 2. Svelare i misteri di una fallimentare campagna pagata 60 milioni in cambio di nulla. 3. Scoprire i responsabili per evitare altri errori.
È l’ora della verità, solo De Laurentiis può fornirla. Tutto chiaro se fa piazza pulita. Se conferma gli staff, rivela di aver agito da solo. E male. I pessimi risultati ottenuti indicano di volta in volta vari responsabili. Il primo è finito sotto accusa e poi esonerato.
Ma ancora oggi non si sa chi abbia segnalato Garcia a De Laurentiis, uscito dalla scena europea da 10 anni e sperduto nel calcio arabo.
IL NAPOLI È UN IBRIDO (SPORT MEDIASET)
Il Napoli ha perso la terza partita consecutiva in tutte le competizioni e la seconda in campionato, 1-0 contro la Juventus. Sportmediaset scrive:
“La scelta di Mazzarri è stata fatta sotto il segno della continuità. Si voleva tornare ai principi di gioco di Spalletti dopo il periodo in cui Rudi Garcia aveva esagerato nel voler piegare la squadra scudettata alle sue idee. Ora il Napoli è un ibrido, capace di andare a Torino e sfiorare il 67% del possesso palla, aggredire alto e pressare subito una volta persa la palla. Il problema, però, è che non si possono sbagliare le poche occasioni da gol che ti vengono concesse. Inutile chiedersi come sarebbe potuta finire se Kvara avesse messo dentro l’opportunità più clamorosa del match a tu per tu con Szczęsny.
Mazzarri si è detto contento della prova dei suoi ma il Napoli vero, quello di solo pochi mesi fa, avrebbe trovato il modo di manipolare la super fase difensiva bianconera con il suo calcio fatto di rotazioni, riconoscimento degli spazi, attacco e sfruttamento dei medesimi e non avrebbe limitato pressing e contropressing a momenti della gara, ma ne avrebbe fatto il punto focale della sua fase difensiva. Anche perché la difesa posizionale non è il punto forte di questa squadra. Troppi spazi concessi agli avversari in area di rigore, troppi errori individuali, vedi la marcatura blanda su Gatti in occasione del gol partita. Chiesa ha seminato il panico a sinistra e l’idea di prevedere un raddoppio sistematico avrebbe facilitato il compito a Di Lorenzo, costretto a guardare il suo dirimpettaio, impostare il gioco anche in posizione centrale e mettere cross in mezzo in fase offensiva”.