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La Stampa elogia Mancini: gli hanno dato una pietraia e lui ne ha fatto una miniera

Nel 2018 aveva davanti un grattacielo da scalare, stavamo sottoterra, nelle cantine, ci ha portati sul tetto d’Europa. Ha ridato un senso alla Nazionale 

La Stampa elogia Mancini: gli hanno dato una pietraia e lui ne ha fatto una miniera
Mg Londra (Inghilterra) 11/07/2021 - Euro 2020 / Italia-Inghilterra / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: tifosi Italia

Su La Stampa, Paolo Brusorio elogia il lavoro di Roberto Mancini come ct della Nazionale. L’Italia ha vinto l’Europeo contro l’Inghilterra dopo 53 anni. Dopo che Mancini l’ha raccolta dalle ceneri.

Ora lo possiamo dire, davanti a Roberto Mancini, nel maggio del 2018 non c’erano sentieri, ma un grattacielo da scalare. E noi stavamo sottoterra, nelle cantine. Tre anni abbondanti dopo, l’Italia è sul tetto d’Europa e ce l’ha portata questo signore che compie 57 anni a novembre, ct prodigio, se ce n’è uno, dopo esserlo stato come giocatore”.

Il suo passato da calciatore di successo, con tanti trofei in bacheca, “non poteva essere garanzia di successo sulla panchina della Nazionale”.

Chi avrebbe mai detto che sarebbe riuscito a trionfare?

Dopo un fallimento come quello di Ventura, serviva però un visionario per immaginarsi un cammino simile. Un visionario. O una visione. Quella che ha sempre avuto Mancini”.

Il ct ha saputo lavorare soprattutto sulla testa dei giocatori.

“Non fa mercato il ct, ma sa che oltre a dare una forma tecnica all’Italia deve lavorare sulla testa dei giocatori. A prescindere dai nomi. C’è una nube nera che incombe su ognuno di loro, peggio di quella fantozziana. Fissa subito un obbiettivo, è il Mondiale del Qatar. Lunga gittata. Sembra voler mettere le mani avanti, ma gli serve uno scudo per proteggere chi veste la maglia azzurra. Caricarli subito di responsabilità non avrebbe senso, i superstiti del disastro sono scioccati, le reclute hanno una fottuta paura di accostarsi a una maglia pesante come fosse una lettera scarlatta”.

E ancora:

Pesca gli azzurri in ogni mare, un giorno chiama Vincenzo Grifo e tutti a chiedersi, «ma chi è mai questo Grifo», arruola Piccini e le facce si allungano. Boh. Più esercitazioni di gruppo che convocazioni, deve testare il materiale umano il ct. Senza mettere pressioni ad alcuno di loro”.

La sua formula è semplice:

“«Giocate e divertitevi»: la sua è una formula semplice, ma bisogna avere le (s)palle per sostenerla”.

Non ha mai avuto un centravanti come si deve, continua Brusorio,

“e si era pure inventato un tridente leggero per ovviare alla lacuna, poi ha deciso che si sarebbe fatto andare bene Immobile o Belotti a targhe alterne. Li ha sempre difesi, «coccolati» come dice lui, ma vedere come si spazientisce a ogni svirgola è sufficiente per comprendere che, ecco, come dire, il concetto che ha della tecnica è un altro. Gli hanno dato una pietraia e lui ne ha fatto una miniera”.

“Ci ha messo la faccia, ovunque, Mancini e ridato un senso alla Nazionale”.

 

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