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Altri Sarri verranno, Napoli ama essere presa per il culo

Napoli non ha gli anticorpi per resistere ai vampiri del consenso. Deve pur trovare una ragione per alzarsi la mattina, e illudersi è l’ideale. Il Napolista incassa un trionfo politico, e continuerà a prendere insulti

Altri Sarri verranno, Napoli ama essere presa per il culo

Scrivere dopo un trionfo politico

Quando Alì partì col pugno finale, guardò Foreman cadere, pronto a colpirlo ancora, ma non lo fece. Non voleva rovinare l’estetica di quell’uomo che crollava a terra, infierendo su di lui.

Proviamo a rifugiarci nelle parole con cui Norman Mailer commentò l’incontro simbolo della storia del pugilato. Ma non lo seguiremo fino in fondo.

È complicato scrivere dopo una vittoria politica dalle dimensioni schiaccianti. Un trionfo. Non siamo abituati. Anche se – va detto – bastava aver conseguito l’accesso alla seconda elementare per capire che Sarri – comprensibilmente e giustamente – a Napoli ha fatto (molto bene) solo l’allenatore. E che, altrettanto comprensibilmente, ha cavalcato l’autolesionismo di tantissimi e l’opportunismo di pochissimi che possiamo definire vampiri del consenso. Fabrizio d’Esposito, sul Fatto quotidiano, lo ha spiegato perfettamente senza lesinare dettagli sulla figura di Sandro Ruotolo da mesi dato in corsa per l’elezione a sindaco. Così come Vittorio Zambardino e Guido Ruotolo   

Ottenere consenso a Napoli è l’operazione più semplice che ci sia. Basta giocare sull’eccezionalità della città e dei suoi abitanti (quelli rimasti in città, non importa di quale censo), evocare battaglie contro il Potere: che sia De Laurentiis, la Juventus, gli arbitri, il Nord, il risotto alla milanese. E il gioco è fatto.

La nuova cartolina

Sarri era perfetto per l’uso. L’identificazione è stata pressoché immediata. O meglio, non appena si è cominciato a vincere. “Ma allora se Sarri è così bravo e nessuno lo conosceva, vuol dire che anche per noi napoletani vale lo stesso”. E il panorama più bello del mondo è diventato il gioco più bello del mondo. La cartolina. E anche il modo per eludere la competizione in sé. Sarri è diventato il condottiero di un popolo che realmente ha creduto di star compiendo una rivoluzione.

Sì, Sarri ha cavalcato il fenomeno. Gliene vogliamo fare una colpa? Francamente non ce la sentiamo. Anche perché erano così ostentatamente fasulle le sue parole che – aridaje – lo avrebbe capito pure un bambino di sei anni.

Gli insulti al Napolista

Cercare di aprire gli occhi a un innamorato è impresa persa in partenza, ma è quello che abbiamo sempre fatto noi del Napolista. Non in modo premeditato. Semplicemente non abbiamo mai creduto alla sesquipedale cazzata dell’uomo in rivolta, per di più in difesa del popolo di Napoli. Un tempo si sarebbe detto: è tutto nelle nostre collezioni. Compresi – e ci mancherebbe – i tantissimi elogi al calcio e ai risultati del Napoli di Sarri. Che, ovviamente, appena ha potuto, è andato al Chelsea. E, visto che l’ambiente glielo consentiva, percorrendo la strada dell’addio ha avvelenato i pozzi con le sue allusioni contro De Laurentiis. Aveva un’autostrada a cinque corsie e l’ha sfruttata. Umano. Comprensibile.

La scorsa estate, quando leggemmo la sua intervista zeppa di bugie con l’immagine di lui che seppe dell’arrivo di Ancelotti alla tv, fummo subissati di insulti per non avergli creduto e averlo paragonato a Jennifer Aniston. È tutto scritto, compreso il paragone con l’altro Comandante (quello vero).

Gli insulti, le calunnie, le infamie sono il nostro pane quotidiano. Il pane quotidiano di chi a Napoli non aderisce alla pantomima dell’eccezionalità. Li abbiamo subite e li subiremo. Evitiamo di dilungarci, ci vergogniamo noi per loro. Il punto – e siamo al passaggio fondamentale – altri Sarri verranno.

Napoli non ha gli anticorpi

Napoli non ha gli anticorpi. Non può averne. Oggi, con l’emigrazione che spinge tanti ad andar via, i superstiti – ripetiamo: anche chi sta bene economicamente – si aggrappano a quest’immagine di città perfetta e inarrivabile. È un modo come un altro per provare ad alzarsi dal letto la mattina. Anche questo è comprensibile. Non hanno gli anticorpi per opporsi ai professionisti dell’illusionismo. Mille volte meglio un bel sogno rispetto a una cruda realtà.

I vampiri del consenso hanno rapidamente abbandonato il loro eroe. Con la velocità che si conviene a chi sa di essere stato in malafede. Perché, poi, va anche detto che invece per Sarri l’offerta della Juventus è una grande vittoria. Sua e del suo calcio (che chi scrive non ha mai amato). La notizia non è che Sarri va alla Juventus (ci sarebbe andato a nuoto) ma che lo Juve ha chiamato Sarri. Al posto del suo nemico numero uno: Massimiliano Allegri. La Juventus rinnega sé stessa, la sua storia, gli ultimi cinque scudetti ma non solo, e chiama l’allenatore che fece il dito medio ai suoi tifosi. Insomma, la Juventus si è appecoronata a Sarri. Per Maurizio è un trionfo su tutta la linea. Trionfo che si sarebbe anche potuto rivendicare.

Ma non per chi ha voluto farne – per mire personali – l’ennesimo capopopolo. I vampiri del consenso hanno rapidamente abbandonato la propria preda, volteggeranno per un po’ e poi troveranno altro su cui fiondarsi. Napoli starà sempre lì, pronta a offrirsi. A illudersi. E poi a recitare il ruolo della tradita. Come se il passato non fosse mai esistito. E in realtà, così, non esiste nemmeno futuro.

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