Arrestato capo ultras della Juve, fra droga e biglietti avrebbe costruito un impero

Il leader dei “Bravi ragazzi” faceva da broker per gli affari di droga del clan di Agrigento. La sostanza stupefacente arrivava in Sicilia dalla Calabria.

Arrestato capo ultras della Juve, fra droga e biglietti avrebbe costruito un impero
bagarinaggio Juve
E’ stato arrestato ad Agrigento, Andrea Puntorno, celebre capo ultras della Juventus. Da un anno aveva lasciato Torino per tornare in Sicilia dove continuava a gestire la sua vera attività, il traffico di droga, in società con il nuovo capomafia della città dei templi, Antonio Massimino. Secondo quanto riporta Repubblica, il capo ultras e il boss sono stati arrestati dagli investigatori della Dia assieme ad altre 30 persone, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Palermo.

Ufficialmente, Puntorno, il leader dei “Bravi ragazzi” che spadroneggiavano allo stadio, fra il 2004 e il 2013, dichiarava 2600 euro di reddito all’anno. In realtà, fra droga e biglietti avrebbe costruito un impero.

Le indagini della magistratura dicono che negli anni d’oro di Torino avrebbe gestito non solo affari di droga, ma pure una fiorente attività di bagarinaggio allo stadio. E di quest’ultima attività Andrea Puntorno si vantò in una puntata di Report che l’anno scorso affrontava il tema dei presunti rapporti tra frange della tifoseria bianconera e la criminalità organizzata.  “Bagarinaggio degli ultras sui biglietti? Certo, esiste. Ma non l’ho fatto personalmente, avevo delle persone che lavoravano per me. La provenienza dei biglietti? Lo sapete come vanno queste cose, arrivavano dalla Juventus. Ma succede da sempre”

Dalle indagini è emerso che Puntorno faceva da broker per gli affari di droga del clan di Agrigento. La sostanza stupefacente arrivava in Sicilia dalla Calabria.

 

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