Il Napoli dilaga e diventa egoista, come voleva Ancelotti: 4-0 al Parma

Dominio azzurro. Ancelotti suggerisce a Milik di calciare la punizione rasoterra e poi Arkadiusz ignora Mertens e segna il 3-0. Quarta rete di Ounas

Il Napoli dilaga e diventa egoista, come voleva Ancelotti: 4-0 al Parma

Doppietta di Milik

Il Napoli torna al gol, ne segna addirittura quattro. Il Napoli torna a vincere. Il Napoli torna a parlare polacco. E il Napoli diventa persino egoista. Che in attacco non guasta, come auspicato da Carlo Ancelotti l’altro giorno nell’intervista concessa al Napolista. Sul terzo gol, Milik ignora Mertens e fa da sé. Dopo due 0-0 contro Fiorentina e Torino, il Napoli vince 4-0 a Parma. Quinta partita consecutiva senza subire gol. Nel girone di ritorno, solo una rete subita in sei partite. Senza Albiol. Senza Mario Rui. Senza Hamsik. E stasera 45 minuti con Luperto al posto di Maksimovic.

Sono i quattro verdetti di Parma-Napoli, come i gol, partita che la squadra di Carlo Ancelotti ha dominato nel primo tempo e controllato più o meno agevolmente nel secondo tempo, con qualche lieve sbandamento e un po’ di timore per un calcio rigore prima assegnato al Parma e poi giustamente revocato per un netto fallo ai danni di Callejon. Nella ripresa, il Napoli è calato per una decina di minuti, è uscito mentalmente dalla partita, una pausa fisiologica. Poi, però, si è ripreso ha ne ha segnati altri due.

Il primo tempo, invece, è stato a senso unico. Il Napoli ha fatto la partita. Ha mostrato Zielinski particolarmente ispirato, che ha svariato lungo la mediana, in grado delle solite accelerazioni e di repentini cambi di gioco. Nel primo tempo, ha avuto anche il solito Allan che ha messo letteralmente paura agli avversari e arpionato la solita quantità industriale di palloni. Ancelotti ha schierato la formazione prevista senza lo squalificato Insigne e l’infortunato Mario Rui. All’inizio della ripresa, è uscito Maksimovic infortunato e al suo posto è entrato Luperto.

Il Parma non si è visto. Nei primi 45 minuti la squadra di D’Aversa ha potuto fare solo da sparring partner. Il Napoli ha chiuso la partita nel primo tempo, con due gol.

La punizione rasoterra suggerita da Ancelotti

Il primo, al 19esimo, di Piotr Zielinski che ha chiuso con un destro rasoterra un triangolo con l’albanese Hysaj. Destro non irresistibile ma su cui Sepe non si è mosso, forse non se lo aspettava rasoterra sul secondo palo. Degno di menzione il tocco di ritorno di Hysay, di esterno destro. In gol, come di Ancelotti, si arriva al massimo con sette tocchi.

Non è ancora niente. Il meglio di sé Ancelotti lo ha mostrato attorno al 35esimo, quando al Napoli è stata concessa una punizione al limite dell’area. Molto vicino all’area. Posizione Milik. Ancelotti ha inviato il messaggero Koulibaly per dire al polacco che stavolta è meglio tirarla rasoterra. Detto, fatto. Punizione calciata alla Ronaldinho, alla Platini. La barriera si è alzata e la palla è sfilata via sotto, indisturbata, in fondo alla rete. Stavolta per Sepe non c’è stato nulla da fare.

La terza rete è stata un altro tassello del nuovo Napoli. Milik ha controllato un pallone ai 25 metri, ha puntato il difensore, ha ignorato Mertens che era meglio posizionato di lui (questa è la novità) e ha sferrato un sinistro imparabile. Alla Gigi Riva, per esagerare. Sono 14 i gol in campionato per lui. Non male per un attaccante in crisi. Stavolta crediamo che Ancelotti non si arrabbierà con lui.

Infine, il quarto gol con Ounas servito da Verdi. Rete confezionata dai due nuovi entrati.

Il calcio è strano. La crisi del gol è improvvisamente diventata un lontano ricordo.

 

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