Capello: «L’Italia è l’unico Paese dove comandano gli ultras»

A Radio Anch’io: «In caso di buu razzisti, i giocatori dovrebbero sedersi in campo. Lo scudetto all’Inter? Ridicolo. Higuain non è più lui»

Capello: «L’Italia è l’unico Paese dove comandano gli ultras»

Gli Ultras contano troppo

«L’Italia è l’unico posto dove gli ultras comandano e i giocatori vanno a salutarli sotto la curva. L’85-90% dei tifosi è importante, non questi signori con striscioni, slogan e troppi poteri ottenuti dalle società». Don Fabio Capello mette il dito nella piaga. O meglio, torna a metterlo. Sono passati ormai dieci anni da quando l’allora ct della Nazionale inglese disse: «In Italia comandano gli ultras, fanno quello che vogliono, allo stadio si può insultare tutto e tutti. Manca il coraggio per fermarli». Parole che sembrano pronunciate oggi, invece risalgono al 2009.

Stamattina l’ex tecnico del Milan e della Juve è intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io lo sport su Radiouno e si è soffermato così sul tema del razzismo, commentando anche una proposta della moglie per dare una presa di posizione netta dei giocatori contro i cori. «I giocatori dovrebbero sedersi in campo, senza per questo subire delle sanzioni. Così si aiuterebbe il pubblico sano e quelli che fanno i ‘buu’ potrebbero smettere e vergognarsi di quello che stanno facendo».

Bene la Supercoppa in Arabia

Sulla Supercoppa in Arabia ha dato un giudizio ampiamente positivo: «Portiamo in giro il calcio italiano, cerchiamo di fare qualcosa per promuoverlo. Il nostro campionato è stato il primo e più importante nel mondo. Abbiamo perso il treno, cerchiamo di recuperare in qualche maniera».

Higuain non è più lui

Il Pipita fu anche un suo giocatore all’epoca dell’esperienza madridista: «Con me al Real Madrid fu fondamentale, credo gli sia rimasto qualcosa dentro dopo il rigore sbagliato contro la Juventus. Da quel momento non è più lui».

«È comico lo scudetto del 2006 assegnato all’Inter»

Ma l’affondo non manca, e arriva nel giudizio dello scudetto 2006 all’Inter: «Il ricorso per lo scudetto del 2006? Mi sembra una cosa giusta, è comico sia stato assegnato all’Inter, che arrivò terza ed era anch’essa indagata. Guido Rossi (l’ex commissario straordinario della Figc, ndr) decise molto frettolosamente perché avevamo bisogno di una squadra che giocasse in Champions. Fu una cosa ingiusta- conclude Capello – le regole non furono rispettate e la giustizia sportiva non ha potuto indagare a fondo». Applausi infine a Mancini: «Mancini ha fatto un buon lavoro, mettendo dei talenti nuovi, che hanno velocità e personalità per far sì che la nostra Nazionale torni a quei livelli dove è sempre stata»

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