Koulibaly è il simbolo del nuovo Napoli, meriterebbe la 10

Ha rotto la maledizione dello Stadium. Argina le ansie dei tifosi. Presidia, come un re dalla torre, il proprio castello.

Koulibaly è il simbolo del nuovo Napoli, meriterebbe la 10

“In qualsiasi piazza che constaterete essere in pace, c’è qualcuno che ha la conoscenza di una verità che non ha detto”

È un fuoriclasse

Un proverbio che viene da lontano, dalle terre africane, dalle sponde del Senegal. Costretto a nascere altrove, fiero di tornare a difendere la terra che gli scorre dentro. Possessore di una verità che solo lui conosce e da fenomeno ce la racconta passo dopo passo, a briciole, a molliche, a pezzettini, come un puzzle che si costruisce col tempo, verso dopo verso, per non levarci lo sfizio di stupirci ogni volta. Kalidou Koulibaly, una nuvola nera che prende forma dal numero ventisei e si manifesta in pioggia di classe, in un misero teatro di arroganti menestrelli, che raccontano questo calcio stando sempre dalla parte del più forte.

Non è pensabile perderlo ora

Il difensore di Napoli, più che del Napoli, è la voce alzata in un brusio scontato e ripetitivo, è un fuoriclasse, un immenso valore pescato per caso e lasciato crescere in silenzio. Il mondo ha gli occhi su di lui ora che si delineano gli anni della sua consacrazione, lui ha la fascia al braccio, quando può, e indica la via partendo da dietro trascinandosi i compagni, tracciando con i piedi vie inesplorate. Lui possiede una verità che non ha detto, una verità che tutti noi abbiamo dentro e abbiamo pudore di ammettere. Kalidou fa paura, non è pensabile perderlo ora, non è pensabile privarsene, ed ovviamente non crediamo minimamente che questo possa accadere né a gennaio né mai.

Ha rotto la maledizione dello Stadium

Lui è davvero, e non a chiacchiere, il simbolo del nuovo Napoli. È colui che ha rotto la maledizione dello Stadium, che argina le ansie dei tifosi, che semina scompiglio restando in ordine a presidiare, come un re dalla torre, il proprio castello. Koulibaly meriterebbe la maglia numero dieci, perché dopo Maradona è l’unico calciatore che mette d’accordo tutti i tifosi. Ora che ha rinnovato, va premiato con la consacrazione della propria gente, della propria piazza che lo ha posto al centro come un obelisco nero di dimensioni bibliche, a svettare sul nostro orgoglio partenopeo. È un difensore amato come un bomber; è un difensore innaffiato e cresciuto nel giardino di casa, ed ora dispensa fiori e giocate agli occhi increduli della sua gente. Nessuno tocchi Kalidou, nessuno si azzardi a metterlo in discussione, lui è il volto della libertà di Napoli, che abbraccia chi la rende fiera. Dategli la numero dieci, affinché la rivoluzione si compia davvero.

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