Ancelotti: “O il calcio italiano recupera la mentalità difensiva o soffrirà sempre”

Al Giornale: "Il controllo eccessivo dell’aspetto tattico ha snaturato le nostre caratteristiche. Il calcio è anche prendere un gol in meno degli avversari. Le partite di Champions pubblicità pura per il pubblico, un po’ meno per gli allenatori eliminati".

Ancelotti

Brazil's national football team coach Italian Carlo Ancelotti gestures during a press conference to announce the squad for the international friendlies against France and Croatia in Rio de Janeiro, Brazil on March 16, 2026. Pablo PORCIUNCULA / AFP

Carlo Ancelotti intervistato dal Giornale, a firma Tony Damascelli. Ancelotti fa strame del pensiero dominante calcistico italiano, frutto dei cosiddetti opinionisti che di pallone e soprattutto di sport non capiscono nulla. Ancelotti nella vita da allenatore ha vinto cinque Champions, senza di lui  Florentino Perez ha capito dove va a sbattere il Real Madrid. Ha detto una verità facile facile: “O il calcio italiano recupera la mentalità difensiva o soffrirà sempre”. Non ha detto nulla dell’Italia. Non è difficile immaginare il perché.

Delle partite di Champions ha detto:

“Ho visto partite con molti gol, Atletico Madrid-Barcellona e Bayern-Real Madrid hanno offerto momenti esaltanti per i tifosi”.

Ma…
“Troppi gol significa anche troppi errori, dei portieri, dei difensori. La cosiddetta pressione alta, l’uomo contro uomo comporta rischi continui e così il risultato cambia da un momento all’altro. Anche la ricerca della costruzione dal basso deve essere perfetta altrimenti paghi immediatamente la più piccola delle distrazioni. (…) La due giorni di coppa è stata pubblicità pura per il pubblico. Un po’ meno per gli allenatori eliminati“.

Del calcio italiano rispetto alla Champions dice che:

“La differenza fondamentale riguarda il ritmo, non soltanto quello agonistico della corsa ma quello mentale, della partecipazione continua, dell’intensità che non è un sostantivo vuoto e non può essere utilizzato soltanto in alcune fasi della partita. Il calcio italiano ha perso proprio questo». Ha perso la solidità difensiva, già non abbiamo talenti in altre zone del campo ma il controllo eccessivo dell’aspetto tattico ha snaturato le nostre caratteristiche, quelle sulle quali abbiamo costruito la nostra storia, da sempre».

“O recuperiamo i difensori, o meglio la mentalità difensiva che ci ha garantito vittorie di club e nazionale, o continueremo a soffrire, perché il calcio è sì segnare un gol più degli altri ma anche prenderne uno in meno. Non è una battuta banale”.

E quando Damascelli gli chiede del Como presentandolo come una nuova realtà, risponde così:
“Nel Como non mi sembra che ci siano calciatori italiani. Ma tornando alla fragilità difensiva, l’Atalanta sa giocare un calcio aggressivo, di uno contro uno e per questo prende dei rischi colossali, riguardate la partita contro il Bayern”. 

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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