Genoa-Napoli, 1-2, pagelle / Ruiz trasforma la pioggia in oro

Rainman con la maglietta strappata il migliore in campo insieme a Mario Rui. Peggiori: Hysaj, Zielinski, Hamsik e Callejon

Genoa-Napoli, 1-2, pagelle / Ruiz trasforma la pioggia in oro

OSPINA. Quest’anno gli avversari del Napule trasformano in gol le uniche occasioni che riescono ad avere. L’amico Genoa non si sottrae a questa malefica ciorta (per noi). Un tiro, anzi una capocciata e una rete. Tapino Ospina che poi deve stare solo attento a non mandare il pallone in qualche pantano della piscina di Marassi – 6

Da segnalare, a pochi minuti dalla fine del primo tempo, l’anticipo sull’azione velocissima e improvvisa di Piatek – 6

Dormi, Carmela

HYSAJ. È il minuto 20, Kuoame insacca e a me vengono in mente, cara Ilaria, i versi di una canzone classica di un mio antico conterraneo, dedicati ovviamente all’onesto faticatore albanese: “Duorme Carmè, o cchiù bello d’a vita è ‘o ddurmì”. “Dormi Carmela, la cosa più bella della vita è dormire” – 4,5

Caro Fabrizio, a me sono venuti in mente ben altri versi mentre lo osservavo guardare verso l’alto la traiettoria della palla che arrivava sulla testa di Kouame (tra l’altro, prendere gol di testa con quei giganti che abbiamo dietro è veramente una beffa!) – 4,5

MALCUIT dall’81’. Entra e capisce subito l’antifona: fermare la palla con ogni mezzo, anche le mani – 6

Dieci minuti di annaspamento nel pantano sono troppo pochi – e la mia stima per bellicapelli troppo grande – per dargli un voto per quell’assurda mano che tira fuori – sv

l’Ispanico come Noè

ALBIOL. Il diluvio spacca la partita in due e l’Ispanico è una sorta di Noè azzurro che spazza via ogni palla che si avvicina all’area amica. È lui a indurre Biraschi all’autogol. E sull’arca di Re Carlo alla fine ci sono tre punti pesanti, inzuppati di pioggia – 7

Sbaglia qualcosa, ma non lo ritengo decisivo nel gol di Kouame. E comunque si riprende benissimo, non fosse altro che partecipa in qualche modo al meraviglioso autogol del Genoa! – 6  

Le discese ardite di KK

KOULIBALY. Azzera Piatek e va bene così. Con il Napule in svantaggio, e prima dell’interruzione, il nostro Kalidou si propone anche con discese ardite che in teoria potrebbero fare male. Ma non succede nulla. Peccato – 6,5

Al 13’ spettacolare su Piatek: come ha fatto in Champions con Mbappè lo fa allungare inseguendolo con quei due fasci di nervi che si ritrova al posto delle gambe, aspetta il momento giusto e gli strappa la palla nell’unico modo possibile. Due le incursioni in avanti che meritavano conclusioni migliori – 6,5 

Mariotto: palla lunga e nuotare

MARIO RUI. Al 19’, imbeccato da Lorenzo il Superbo, serve un assist notevole a Zielinski. Il campo s’alluviona e Mariotto il lusitano si esibisce in incredibili progressioni nella sua parte di campo, in condizioni davvero infami. Per la serie: palla lunga e nuotare. La punizione dell’uno a due zampilla – è il caso di dire – dal suo piede – 7,5

Costruisce moltissimo, la sua fascia è quella più allagata, eppure riesce a recuperare palle su palle e ad attuare schemi come può. Azzecca i cross e, soprattutto, mostra molta intelligenza quando il campo diventa impraticabile: capisce che l’unico modo è buttarla lunga in avanti e inseguirla, tanto, prima o poi, si inchiomma, o la palla o gli avversari – 8

Indolente Josè Maria

CALLEJON. A memoria, una delle sue partite peggiori in azzurro: impreciso, distante dal gioco e svogliato, quasi indolente. Purtroppo quando uno stakanovista come lui non s’impegna, l’assenza risalta di più. E quella palla per Milik non era delle migliori – 5

Uno che ha classe da vendere non può trasformarsi in un traghettatore durante la tempesta. La classe, è il caso di dire, non ha niente a che fare con l’acqua – 5  

ALLAN. Con Callejon svogliato e un inedito Zielinski di legno, come un burattino, il Napule s’avvita nel primo tempo in uno strambo 4-1-1-4. Il Capitano, poi, è un passo indietro a lui e così il Mostro deve reggere sulle spalle tutto il centro del campo. Non è un’impresa disperata per uno abituato a giocare per tre, se non per quattro. Però nessuno è perfetto: al 35’ ha la possibilità di pareggiare ma non gli possiamo chiedere di fare pure il centravanti – 7

Sono passati solo pochi minuti di gioco e serve un cross bellissimo a Zielinski che però riesce a guadagnare solo calcio d’angolo. Nel complesso, gioca una partita normale – 6,5  

Il centrocampo che si barcamena

HAMSIK. Alterna svarioni e sprazzi di grande gioco, è il solito Capitano che si barcamena tra gli inferi e il cielo. Ancora non riesce a trovare il suo centro di gravità permanente – 5,5

Al 10’, finalmente, dopo aver portato benissimo la palla in avanti, tira. Ci illude, poi torna l’Hamsik di sempre. Cerca spesso e bene Insigne – 5

ZIELINSKI. Ha due occasioni, una di testa, l’altra di piede, entrambe deviate. Da sinistra tende spesso al centro, come un renziano qualunque, e il disastro arriva puntuale: al 20’ è suo il fatale errore che favorisce la ripartenza genoana del momentaneo uno a zero – 4,5

È suo il tiro pericoloso dei primi minuti di gioco con cui guadagna il calcio d’angolo, poi, sui suoi sviluppi, sbaglia totalmente il cross. All’inizio sembra ispirato, poi annega anche lui – 5  

L’incredibile uomo della pioggia

FABIAN RUIZ dal 46’. L’ennesima mossa del cavallo del mago in panca al secolo Re Carlo: Fabian Ruiz entra e fa il Re Mida dell’acqua: trasforma la pioggia in oro. Lui e Mariotto il lusitano si riciclano come due giocatori di beach volley: palla di prima, senza mai farla toccare a terra. È l’universale del diluvio. Sia lode a Fabian e a chi lo ha fatto entrare – 7,5

Scambia meravigliosamente con Mertens. In un campo allagato, di potenza, si trova in posizione da rigore e tira a giro per il pareggio. Non molla un secondo, incita i compagni, è una furia. Esce con la maglietta strappata a dimostrare la partita che ha fatto – 9

INSIGNE. Una sua cagliosa, all’11’, s’infrange sul palo. Fin quando si gioca a calcio dona giocate geniali, come quel taglio lungo e perfetto per Callejon al 26’ – 6

Al 18’ innesca un’azione bellissima con passaggio sulla fascia a Mario Rui che passa a Zielinski che però non insacca. Torna spesso indietro ad aiutare in difesa. Serve una palla al bacio a Callejon al 25’ ma Josè Maria viene fermato da Radu. Elargisce palle bellissime, ma non riesce a fare la differenza – 6,5

Indeterminante Milik

MILIK. Ha un’occasione colossale ma Radu vede e provvede. Arretra spesso e dimostra tanta buona volontà. Solo quella. Una serata infelice per tutti i polacchi, azzurri e rossoblu – 5

Non è determinante. La sua partita sta tutta qui – 5

MERTENS dal 46’. È l’uomo del fantastico assist per l’uomo della pioggia d’oro. Volevi di più, Ilaria? Stavolta il doppio cambio a Genova, a inizio ripresa, a un epilogo diverso da quello d’inizio settembre – 7

Quel tocco per Rainman è stato veramente bello, come il suo modo di allargarsi tirandosi dietro la difesa del Genoa per poi rientrare – 7  

La mossa del cavallo

ANCELOTTI. In settimana, cara Ilaria, un amico collega della confraternita sarrita in esilio a Roma ha commentato così il pareggio con il Psg: “Ancelotti è bravo però ha un culo eccezionale”. Voglio immaginare la sua faccia stasera, con quel doppio cambio che ha rivoluzionato una partita maligna – 10

Si rientra in campo dopo l’intervallo e lui si fa trovare pronto con i cambi giusti. Sa che ci vogliono sporcizia e forza, grinta come se piovesse, appunto, in un pantano fangoso e nero. E, ancora una volta, ha ragione. Stravince. Perché ieri abbiamo assistito a una stravittoria, Fabrizio. Dimostra che la squadra è cresciuta in carattere, prima ancora che in gioco. Stravince su un campo a dispetto di qualsiasi condizione fisica e temporalesca. E alla fine, davanti ai microfoni, manda Davide. Non ho altro dio all’infuori di lui, in questo momento – 10

Un nome da pioggia

ARBITRO ABISSO. L’epica del calcio è costellata di partite del genere. A Genova, per esempio, battemmo la Sampdoria con una rete di Maradona: ero in gradinata nord, Ilaria, e nessuno riuscì a vedere il gol, talmente era forte la pioggia. Per dire che il dibattito sul rinvio o meno non mi appassiona. Soprattutto dopo questo risultato – 6

Ti sei fermato a riflettere sull’assurdità che una partita giocata nell’acqua alta sia stata arbitrata da uno che porta un cognome oceanico, Fabrizio? – 7

 

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