Esplode Il caso Ronaldo: EA Sports rimuove le sue foto dal sito e da alcuni social

Ronaldo compare solo sulla copertina di FIFA 19, non più nella sezione del sito ufficiale dedicata al gioco. Resiste solo su Facebook, in una foto con indosso la maglia del Real Madrid.

Esplode Il caso Ronaldo: EA Sports rimuove le sue foto dal sito e da alcuni social

Calcio&Finanza cita Eurogamer

Cristiano Ronaldo nell’occhio del ciclone. Il fuoriclasse portoghese vive un momento estremamente complesso, le accuse di stupro rivoltegli da Kathryne Mayorga stanno minando la sua immagine pubblica. Tanto che le aziende legate a lui da un contratto di sponsorizzazione stanno iniziando a costruire nuove strategie per limitare l’impatto del caso. Abbiamo già scritto delle perplessità della Nike, ora tocca a EA Sports, la più importante casa produttrice di videogames del mondo.

Secondo quanto riportato da Calcio&Finanza, che a sua volta cita il sito specializzato Eurogamer, l’azienda americana avrebbe rimosso le foto di Ronaldo dal suo sito internet e da alcuni canali social. Si tratta di un provvedimento clamoroso, dato che CR7 è l’uomo copertina del gioco di punta di EA Sports, FIFA 19. In una nota ufficiale, la società aveva annunciato di voler «monitorare la situazione», perché il management «si aspetta che gli atleti che rappresentano EA Sports si comportino in modo coerente con i valori dell’azienda».

Sul sito internet ufficiale esports.com, in effetti, non compaiono immagini di Ronaldo se non nella copertina del gioco. In alcune sezioni della pagina dedicata a FIFA 19 ci sono Neymar, De Bruyne e Dyabala. Il campione portoghese è scomparso anche dalla copertina di Twitter, mentre resiste una sua immagine (in maglia blanca del Real Madrid) sulla pagina aziendale Facebook. Sullo stesso social, la pagina italiana di FIFA riporta ancora la riproduzione di Ronaldo all’interno del gameplay.

Insomma, sta succedendo qualcosa di davvero grosso intorno alla figura pubblica del calciatore portoghese. Del resto, l’accusa nei suoi confronti è gravissima, e le aziende che lo hanno scelto come testimonial non possono far finta di niente. In attesa, ovviamente, del giudizio di un tribunale.

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