Capello: «Ancelotti ha cambiato la testa ai giocatori del Napoli»

«Carlo ha portato novità, esaltando quanto di bello aveva fatto Sarri. Sembra quasi che i giocatori vogliano essere soldatini, Ancelotti ha dato loro libertà».

Capello: «Ancelotti ha cambiato la testa ai giocatori del Napoli»

L’intervista alla Gazzetta

Fabio Capello parla del Napoli di Ancelotti, in un’intervista alla Gazzetta incentrata sulle squadre italiane in Europa. E sul concetto di Serie A (di nuovo) allenante, intesa come campionato di alto livello.

Il pensiero dell’ex tecnico di Real Madrid, Juventus e Roma (tra le altre) sulla nuova avventura di Ancelotti: «I migliori sono rimasti in Serie A, sono arrivati giocatori e allenatori importanti, s’è creata d’improvviso un’atmosfera di fiducia nelle nostre possibilità. Pensiamo a quello che sta facendo Ancelotti a Napoli, ha portato novità, esaltando quanto di bello aveva fatto Sarri, grazie alla sua straordinaria esperienza. E ha cambiato la testa ai giocatori: sembra quasi che alcuni vogliano essere soldatini, Ancelotti ha dato loro libertà. Il problema è che siamo legati spesso a stereotipi e pensiamo che ci sia soltanto un modo di giocare. Ma non è così».

Oltre gli stereotipi: «Penso a quelli che hanno visto Guardiola e hanno pensato che si giochi soltanto con il possesso, che la manovra s’imposti dal portiere. Se hai Reina puoi farlo, ma non è da tutti. Produci il vino con l’uva che hai…».

Capello sulle altre italiane

La Juventus: «Ho sempre difeso Allegri a spada tratta da quelli che dicevano “Non gioca bene”. Discorsi da bar. Mi consenta un altro paragone: nell’arte ci sono l’astrattismo e il figurativismo, non si può dire che sia bella soltanto una corrente, bisogna capirle entrambe. Siamo sicuri che un gol dopo venticinque tocchi sia migliore di uno arrivato dopo tre passaggi? Possono essere bellissimi entrambi. Nella Juve di Champions, Ronaldo ha portato serietà, dedizione, voglia di vincere in una squadra nella quale vincere è sempre stato fare il proprio dovere, e ha trascinato gli altri leader. E poi c’è la Juventus di campionato, che gioca con un po’ di leggerezza e poca cattiveria».

Inter e Roma: «Sono deluso dai nerazzurri, gli sono mancate le forze a Barcellona. A Roma l’ambiente ti esalta e ti demoralizza in un giorno. Però ci sono giovani che stanno crescendo bene e cominciano a capire campionato e Champions League. E Di Francesco ogni tanto sbaglia come tutti gli allenatori. Tutti».

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