La vittoria in casa della Juventus ha nascosto il crollo del Napoli

Numeri e sensazioni degli ultimi due mesi di Napoli: 16 punti, 13 gol fatti e altrettanti subiti in dieci partite. Un calo verticale, che è costato lo scudetto.

La vittoria in casa della Juventus ha nascosto il crollo del Napoli
Photo Matteo Ciambelli

Tra cifre e sensazioni

Sedici punti in dieci partite raccontano meglio di ogni altra cosa lo scudetto ormai perso dal Napoli. Un vero e proprio crollo verticale, rispetto alla continuità mostruosa tenuta fino alla partita con la Roma. Due mesi e sei giorni fa, il Napoli perdeva in casa contro i giallorossi dopo una serie di dieci vittorie consecutive. Certo, vincere sempre è impossibile e una flessione è fisiologica rispetto ad un campionato intero giocato a mille all’ora. Ma, come dire: c’è modo e modo, anzi c’è una possibile dimensione intermedia. La squadra di Sarri ha perso lo scudetto a Reggio Emilia contro il Sassuolo, a Firenze, nelle due partite di Milano. Dopo averlo (parzialmente) riconquistato nell’unica partita giocata davvero bene in questo segmento negativo, quella di Torino contro la Juventus.

Ecco, il paradosso è proprio questo: il miglior Napoli possibile si è visto una sola volta negli ultimi sessantasei giorni. Tra l’altro, contro l’avversario più duro da affrontare. La serata dello Stadium, al netto di vittorie casuali o comunque non lineari nello sviluppo della partita (Genoa, Chievo, Udinese), è stata l’unica davvero positiva da inizio marzo ad oggi. È una questione di cifre ma anche di sensazioni, due cose che quando si parla del Napoli vanno necessariamente di pari passo. Se la squadra di Sarri è stata effettivamente in grado di competere per il titolo, è per la sua capacità di essere efficace e performante secondo tutti i parametri di rendimento. Parliamo di gol fatti, gol subiti, occasioni concesse e costruite. Ecco, tutti questi indicatori sono andati in picchiata negli ultimi due mesi. In tutte le partite degli ultimi due mesi. Tranne che a Torino. Quindi, al di là delle contingenze, il crollo psicologico e fisico del Napoli è quantomeno evidente. Ed è costato lo scudetto.

Confronti

Prima abbiamo parlato dei 16 punti in dieci partite, effettivamente pochi. Meno rispetto a quelli della Juventus e della Roma (23), della Fiorentina (22), della Lazio (19). Certo, pesano le ultime due mancate vittorie contro i Viola e il Torino, ma come detto sopra è anche una questione di gol segnati e di confronti con le statistiche della squadra di Sarri. Che, per dire, vale sicuramente di più dei 13 gol fatti e degli altrettanti subiti in questo pessimo scorcio di campionato. Soprattutto se in relazione a quanto visto nelle giornate precedenti: 60 gol fatti e 15 subiti in 26 partite, 69 punti (media di 2.65) e una proiezione superiore ai 100 a fine stagione. Tutto aggiornato al ribasso, anzi cancellato negli ultimi dieci match. 

Ecco, il punto fondamentale è proprio questo: il Napoli, dal match con la Roma in poi, ha perso molto della sua efficacia. Non è più bastato il gioco per indirizzare l’andamento delle partite.

La forza mentale

A un certo punto della stagione, è come se il Napoli avesse dovuto cambiare proprio il modo di scendere in campo per vincere. Genoa, Chievo, Udinese: partite in cui il Napoli ha mostrato una forza mentale enorme, in grado di coprire crepe fisiche e tecniche che stavano diventando voragini. Che sono scomparse a Torino, in occasione di una partita giocata benissimo, in un contesto tattico favorevole (la Juventus ha solo difeso la sua porta, per di più in maniera disordinata rispetto ai suoi standard), e risolta ancora con il surplus finale dei nervi. A Milano e contro la Roma, la qualità del gioco in via di deterioramento non è stata sostituita da un’adeguata controproposta psicologica. Come dire: il Napoli non è riuscito ad andare così tanto oltre sé stesso da portare a casa i tre punti. Ci sta, è possibile.

Solo che poi è arrivato anche il crollo mentale, indotto dall’esterno e passivamente accettato all’interno. Parliamo ovviamente della partita di Firenze, 7 minuti giocati malissimo e altri 83 nemmeno giocati. Vissuti con l’ansia tragica della rassegnazione a una serie di eventi evidentemente troppo forti, anche per una squadra fino a quel momento in grado di reagire alle avversità. Ne abbiamo scritto qui, quando erano passate poche ore dalla partita del Franchi.

Individuare le cause

Il compito del Napoli, nell’analisi interna di questa stagione, sarà capire se questo calo finale sia imputabile a un errore riparabile. Di preparazione, di gestione mentale, di scarse rotazioni nell’organico. Come detto sopra: il Napoli è una squadra che può valere dieci vittorie consecutive, e proprio per questo un ciclo da dieci partite e sedici punti rientra nel “fuori giri”, quasi nell’imponderabile. Soprattutto dopo un campionato così, costruito sulla continuità e sulla capacità di perseguire un obiettivo chiaro, definito, diventato alla portata.

Certo, la qualità dei calciatori è un discorso sempre importante, soprattutto in relazione alla forza di chi ha approfittato di questo crollo. Ma resta l’amaro in bocca per un finale col freno a mano, ben distante dal reale valore assoluto di una squadra che si era dimostrata all’altezza dello scudetto. Gli ultimi due mesi devono essere il punto da cui ripartire per fare la cosa più importante, nello sport e nella vita: l’autocorrezione. Il fatto che in questi due mesi ci sia stata Juventus-Napoli ci dimostra che il periodo di riferimento su cui iniziare a costruire il futuro è proprio quello giusto. Peccato che Sarri e i suoi ragazzi non siano riusciti a dare continuità a quella notte, al netto di alcune situazioni poco limpide fuori dal campo, o su altri campi.

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  1. Mario Fabrizio Guerci 10 maggio 2018, 11:29

    Onestamente,punti a parte,tutta questa mostruosità del Napoli io non l’ho vista nel girone di andata.Alla prima sconfitta contro lo Shaktar, ho cominciato a dubitare,poi i quattro punti racimolati negli scontri importanti con Inter,Roma e Juve,più l’uscita dalle coppe,mi hanno dato delle tristi certezze e forti preoccupazioni per il girone di ritorno,purtroppo confermate.
    Ma forse,a gennaio,solo io ho rivisto lo “spettro” di due anni fa…
    La vittoria del Cagliari non mi ha accecato,gli strombazzamenti dei media con scudetti annuciati,non li ho ascoltati.Mi sono soffermato invece sul non mercato ridicolo,l’ennesima dichiarazione tra le righe”dello scudetto me ne fotto”.La panchina poi,Zielisky e Rog a parte,chiusa a tre mandate,portando ad usura tutti i titolari!Abbiamo regalato Hamsik,Callejon per tutto l’anno,senza parlare degli ultimi mesi di Mertens ed a tratti Insigne.Attacco ko.Del resto, si è visto anche a Torino,dove ci ha pensato un difensore al 92esimo,contro una Juve più cotta di noi..! Più che una bella partita,è stato il nostro canto del cigno…
    Occasione irripetibile,15 punti persi da marzo e si parla degli scoraggiamenti di Inter Juve e Lazio Juve!? Un’offesa ai nostri calciatori,un’offesa a noi tutti, che aspettiamo da 30 anni!
    Mi rendo conto,nel dolore bisogna darsi delle spiegazioni e il complottismo è la via più comoda.
    Perdonatemi il paragone,ma evidentemente,il Benevento non insegna nulla…

  2. Posso scrivere una boutade? Io la butto lì…

    Domenica la Juve gioca a Roma una partita tutt’altro che facile. Può vincere, certo. Può pareggiare, ovvio. Ma potrebbe anche perdere, viene da una finale di Coppa Italia e la Roma ultimamente gioca bene e segna molti gol… Ecco, mettiamo il caso che la Juve perde, magari con due gol di scarto. Una partita rocambolesca con la Roma che parte fortissima e segna un subito un paio di gol. Diciamo un 4-2. Difficile, ma non impossibile.

    Veniamo al Napoli, che gioca, finalmente in contemporanea, in casa della Sampdoria. Nelle sue ultime quattro partite Genova contro la Samp il Napoli ha vinto due volte per 2-4 (con Sarri) e una per 2-5 (con Benitez). Non è quindi impensabile che possa finire in goleada. Certo, la banda di Sarri dovrebbe ritrovare un po’ della spensieratezza che l’ha sempre caratterizzata in tutto il 2017, quando arrivavano gol a grappoli ogni settimana. E soprattutto bisognerebbe stare attenti a non prendere gol… E allora, diciamo un 5-0, un 6-0. Anche qui: difficile ma non impossibile.

    Con la Juve che perde con due gol di scarto, la differenza reti si dimezzerebbe in un sol colpo: da -16 a -8. Comunque ancora tantissimo, troppo. Eppure abbastanza per rendere l’ultima giornata un minimo interessante, per riportare in vita (anche se col defibrillatore) una competizione già morta, per riportare IL Risultato nell’alveo delle cose non dico possibili, ma pensabili.

    La Juve gioca l’ultima in casa col retrocesso Verona, ed é ovvio che tutto sembrerebbe pronto per una semplice sfilata (sempre ammesso e non concesso che la sfilata non sia avvenuta la settimana precedente!).

    Eppure il calcio a volte riserva delle incredibili sorprese, delle partite che escono da ogni logica e prendono una piega inaspettata. Diciamo che dopo tanta buona sorte (e ovviamente non solo quella!) gli strisciati incappano in una giornata nera, una di quelle giornate storiche, una di quelle in stile Perugia ’99 per intenderci. E potrebbe essere di nuovo una fatal Verona…

    Ecco: con la Juve che (inaspettatamente, incomprensibilmente, imponderabilmente!) perde anche con un solo gol di scarto si tratterebbe di fare sette gol al Crotone senza incassarne, in casa. SETTE GOL. Sette gol al Crotone salvo, al Crotone dell’interista Zenga, al Crotone unica squadra del Sud rimasta in A con il Napoli…

    Difficile, non impossibile.

    …E qui finisce il giochino! 🙂 Diciamocelo, non ci vorrebbe un miracolo, ma diversi miracoli!

    Perché magari la Juve vince a Roma, com’è probabile, ed é tutto finito (com’è già di fatto). In più il Napoli pareggia a Genova perché é già in vacanza e il distacco aumenta pure. Finiamo pure a -9 e addio soglia dei 90 punti.

    Però che bello sognare…

    Saluti a tutti e Forza Napoli Sempre!

    • Antonio Chiacchio 11 maggio 2018, 2:19

      caro mascetti questo film lo sto sognando da almeno una settimana….. siamo arrivati a sceneggiarlo al mio studio con i miei ragazzi…….

      • Ma che meraviglia sarebbe? Gli highlights delle partite della Juve col Verona, funestata da eventi al limite del paranormale, e di quella del Napoli col Crotone diventerebbero in poche ore i video più visti della storia di YouTube.

        Nei primi minuti Buffon liscia clamorosamente la palla sulla linea di porta per il vantaggio scaligero. Intanto da Napoli arrivano notizie di gol a grappoli con tripletta di Mertens e gol di Albiol su calcio d’angolo. Il primo tempo si chiude sullo zero a uno a Torino e sul 4-0 a Napoli.

        Nella ripresa Pjanic centra due traverse su punizione, mentre il Napoli sulle ali dell’entusiasmo per le notizie che arrivano da Torino si porta sul 6-0 con una doppietta di Hamsik.
        A Torino la partita diventa nervosa e intorno al 70′ Lichtsteiner si becca il secondo giallo (!!) per un entrata a martello. Il Napoli invece continua a costruire molto gioco e diverse occasioni ma il Crotone, praticamente sparito dal campo per oltre un’ora, adesso sembra essere più in palla e si difende con grinta con Zenga che assiste mani in tasca alla partita.
        All’80’ Manzukic inzucca di testa su cross di Dybala, la Juve ha pareggiato, lo stadium esplode. Mentre i giocatori della Juve ritornano nella loro metà campo, l’arbitro si porta la mano all’auricolare e si porta a bordo campo per un check Var. Un silenzio tombale piomba sullo stadio. Sono minuti interminabili, Buffon é a centrocampo e con la mano alla bocca sussurra qualcosa all’orecchio di Higuain che si aggiusta il riporto. Marotta e Nedved che dall’intervallo seguono la partita a bordo campo, parlottano con Allegri.
        L’arbitro si volta e dal monitor corre verso il centro del campo, dagli spalti si leva un secondo boato, più fragoroso del primo. Nello sconcerto generale l’arbitro non indica il cerchio di centrocampo ma disegnando uno schermo con le mani si dirige verso Manzukic ed estrae dal taschino un cartellino giallo: ha segnato di mano. Gli juventini fanno capannello intorno all’arbitro, Buffon va a muso duro, volano parole grosse e spintoni. Nulla da fare, si riprende da una punizione.

        Al San Paolo i tifosi sono impazziti, in tutta la città si verificano scena d’isteria collettiva. Centinaia di chiamate al 118, ma non un’automobile circola nelle strade, tantomeno ambulanze. L’indomani si registreranno oltre duecento infarti.

        Intanto al San Paolo si é arrivati a ridosso del 90′ e Sarri ha inghiottito decine di mozzoni di Lucky Strike. L’azione riparte da Reina che appoggia a Koulibaly, da questi a Hamsik che gira per Mario Rui. Il portoghese triangola con Insigne e si porta sul fondo, poi rientra e appoggia di nuovo verso il numero 24. Insigne si accentra e quando milioni di tifosi in tutto il mondo si aspettano il solito tiro a giro, lui si porta con una finta sul sinistro e scatta. Il difensore avversario scivola, Lorenzo é davanti al portiere defilato sulla sinistra e con uno scavetto mette in fondo alla rete sul palo lontano.

        Lo stadio sobbalza letteralmente, l’onda d’urto sonora é talmente potente che per un’attimo non si sente più nulla, come un esplosione nucleare. Il collegamento video salta per alcuni secondi. I giocatori e tutta la panchina sommergono Insigne vicino alla bandierina. Insigne riporterà la frattura di una vertebra.

        A Torino intanto siamo oltre il 90′, vengono decretati cinque minuti di recupero e la Juve assedia l’area di rigore del Verona. Ci provano Marchisio dalla distanza e Benatia di testa, palla a lato in entrambe le occasioni. Dybala calcia a lato da posizione favorevole. Siamo al 94′, il Verona fa ripartire l’azione dal basso palleggiando tra difesa e centrocampo mentre la Juve tenta un pressing disperato ma poco lucido. Il Verona sale col baricentro e tenta un’azione sulla fascia destra ma Alex Sandro ferma l’avversario e lancia verso Higuain che si invola verso la porta avversaria rincorso da due difensori. É solo al limite dell’area e un attimo prima di essere raggiunto dall’avversario spara un tiraccio centrale sul portiere. E’ l’ultima azione, l’arbitro fischia tre volte.

        Lacrime per tutti.

  3. Tutto dipende dalla assoluta inćapacita del mister di gestire La Rosa.
    E senza questa attitudine non si va da. Nessuna parte……….non si possono aspettare gli infortuni e le squalifiche per ruotare i titolari.
    In queste ultime due partite mi aspetto il coraggio di mettere in campo gente fresca
    MAGGIO KIRIKES ROG DIAWARA MILIC MILIK OUNAS E SIAMO A SETTE ………..E PERCHÉ NO PROVARE A VEDERE ANCHE MACHAC.
    Li ha portati stremati alla fine con gente che non aveva manco più laforza di calciare in porta.

    Maggio KIRIKES KK milic ROG DIAWARA HAMSIK OUNAS MILIK MERTENS

    Questo,è un modo per far riposare i titolari e dare modo alle,riserve di carburar.
    Ma probabilmente a Genova si vedranno in campo ancora i titolarissimi spompati 😩

    • Vabbé, mo una squadra che lotta per lo scudetto butta nella mischia una scartina della bassa classifica francese e uno svincolato…

      • Raffaele Sannino 11 maggio 2018, 17:04

        Infatti ,per battere il crotone ( mica il Poggibonsi,eh) devi buttare nella mischia ,chessò ,Neymar e Hazard.

  4. Il calo è stato soprattutto un calo in attacco e, in particolare, in fase realizzativa, visto che le occasioni create(o se preferite gli xg), non sono cambiate sensibilmente, mentre abbiamo cominciato a sbagliare l’impossibile sotto porta. Naturalmente questo discorso vale fino alla partita di Torino…dopo non ha senso fare statistiche, sono saltate le cerevella (ed infatti è crollato il rendimento difensivo, segno di scarsa concentrazione). Il perché un po’è casuale, un po’ è legato al fatto che stanchi o meno, quei tre non avevano sostituti…d’altra parte se Marotta e soci si sono spesi tanto perché non arrivasse nessuno a gennaio ci doveva essere un valido motivo.
    Detto ciò il campionato ci è stato rapinato, perché se il Napoli era calato (non crollato, calato, ovviamente escludendo le partite farsa di Firenze e col toro) gli strisciati erano crollati e sono stati tenuti su con il solito palo su per il c

  5. per me gran parte della responsabilità è nella preparazione iniziata prima di tutte le altre squadre, conseguenza del modo truffaldino in cui la Roma è stata fatta arrivare seconda l’anno scorso.

  6. Che cosa avrebbero dovuto fare Sarri e la squadra, sfondare il muro dei 100 punti per superare quei “fenomeni” che giocano in 15?

  7. Antonio Chiacchio 9 maggio 2018, 21:04

    ho letto giusto due righe e rispondo, non è necessario leggere il “primo canto della commedia” scritto dal napolista.
    Il napoli ha avuto una flessione fisica e mentale e fisiologicamente ha perso;
    la juve ha avuto una flessione fisica e mentale e fisiologicamente gli arbitri l’hanno salvata.

    questo è.

  8. Manuel Fantoni 9 maggio 2018, 20:11

    Qualcosa evidentemente non ha funzionato. Era prevedibile che replicare i 48 punti del ritorno dello scorso anno o gli stessi del girone di andata di quest’anno sarebbe stata dura perché c’era un obbiettivo importante in palio e il lungo testa a testa con la squadra più forte logora…se vinciamo le ultime 2 faremmo 5 punti in meno rispetto all’andata…non tantissimi però in un testa a testa serrato purtroppo decisivi. Dopo Cagliari si sono evidenziate difficoltà soprattutto in fase realizzativa…penso ai pareggi di Sassuolo e con le milanesi dove è mancato il guizzo decisivo per vincere partite abbastanza equibrate…in altre anche la difesa non è stata impeccabile e siamo riusciti a recuperarle per il rotto della cuffia (Chievo e Udinese).Probabilmente il preliminare Champions ha influito e anche le scarse rotazioni soprattutto in attacco, solo parzialmente mitigate dal ritorno di milik, che dimostra cmq di non essere un cecchino infallibile. Non so determinare poi quanto abbia influito l’aspetto mentale che in alcune circostanze può avere influito negativamente sulla prestazione

  9. E Pjanic,Irrati,il Sassuolo,la Spectre e il fuso orario?

  10. E’ sicuramente un crollo motivazionale, è molto probabile che il mister abbia influenzato negativamente la squadra titolare dopo aver psicologicamente stroncato i panchinari.
    La psicologia è una scienza, non si può improvvisare, e i ragazzi di oggi non sono pellacce come Bruscolotti, Juliano e lo stesso Maradona. La società deve affiancare allo staff un valido psicologo (o mental coach come si dice ora), e il mister deve accettarlo di buon grado.

  11. Barzagli ha ammesso che anche loro erano in riserva. Poi si sa, il combinato disposto orsato per inter juve e mazzoleni per fiorentina Napoli non ha lasciato scampo. Non si è voluto soltanto ristabilire le distanze ma è voluto dare un chiaro avvertimento: “È del tutto inutile che vi affanniate, lo scudetto deve andare ai soliti noti”

  12. voi del napolista portate avanti questa tesi da alcune settimane. che fisicamente molti giocatori siano alla frutta credo siamo tutti d’accordo. dove differisce la vostra narrazione e la mia è che, a mio modesto avviso, e come dice il nostro mister il napoli ha perso lo scudetto la sera della partita tra interisti e scornacchiati. in quell’albergo di firenze quando ci si rese conto che, per l’ennesima volta, una squadra era stata palesemente aiutata dall’arbitro. sono venute a mancare quelle risorse mentali e nervose che stavano mantenendo il napoli, seppur in debito di ossigeno, ampiamente a galla. e la stessa squadra è stata ampiamente aiutata anche nella partita successiva. gli annali potranno dire tranquillamente il nome del vincitore. il mestiere che fate dovrebbe imporvi di dire come e perchè l’esito di questo campionato è stato questo. ne siete capaci oppure anche voi vi allineate alla gran parte della stampa che ormai si è istituzionalizzata e non ha la forza e la voglia di cercare la verità? se volete continuare a rompere le palle dovrete dire sempre e comunque la verità. costi quel che costi.
    p.s.: con questa presidenza non saremo mai primi. al massimo secondi. contenti voi…..

    • Raffaele Sannino 10 maggio 2018, 14:47

      ……infatti il presidente ordinò tassativamente a squadra e tecnico di farsi battere dalla fiorentina così che il tuo post scriptum non fosse smentito.

  13. Non si possono vincere due scudetti in quindici giorni:il vostro lo avete vinto e festeggiato a Torino.

    • Raffaele Sannino 10 maggio 2018, 14:48

      Ecco, tu invece di festeggiare ,cosa ci fai qui?Non ti è bastato vincere?

    • ma chi ve le dice ste sciocchezze che continuate a ripetere a pappagallo?

    • Antonio Chiacchio 11 maggio 2018, 2:24

      il vostro lo festeggerete tutti insieme appassionatamente, calciatori, dirigenti, presidenti, arbitri, guardalinee, addetti al var e perché no anche una delegazione del sassuolo a casa lorusso-cutugno.
      per i tifosi della banda bassotti nati sotto roma, ricordo che casa lorusso-cutugno è il carcere di torino.

      • Hai fatto bene a specificarlo,pensavo fosse un locale di noti camorristi frequentato dalla squadra

        • Raffaele Sannino 11 maggio 2018, 17:07

          Pare che i frequentatori delle vostre curve siano malavitosi con una denominazione diversa , provenienti dall’estremo sud della penisola.E hanno contatti con il vostro presidente,per cui guarda prima in casa tua.

        • Antonio Chiacchio 12 maggio 2018, 0:36

          no no, è solo la nuova sede sociale della banda bassotti bianconera.

  14. Gianni Scotto 9 maggio 2018, 16:47

    L’anno scorso il napoli terminò in forma straripante. Forse c’è da ragionare sul calendario della preparazione atletica – forse ha pesato la stagione più lunga con il preliminare di Champions? Di sicuro nell’ultimo terzo di campionato sarebbe utile avere più giocatori con minutaggio alto.
    A proposito, non ho letto ancora considerazioni sul fatto che il gruppo non avrà dal prossimo anno due leader di lunga data come Reina e Maggio. Questo sicuramente influirà sulle dinamiche interne. Forse è arrivato il momento per Insigne di contare qualcosa in più, e personalmente spero che il il carattere di Allan lo faccia diventare un esempio per il resto del gruppo.

    • Insigne è un tipo troppo volubile e permaloso. Comunque ci vorrebbe qualche italiano in più

  15. Raffaele Sannino 9 maggio 2018, 16:28

    Tutto è partito dalla inutile prova di forza in terra tedesca.Avevo lanciato l’allarme sulla necessità di far riposare i titolari che erano già usurati.Conoscendo Sarri, era facile pronosticare che avrebbero giocato sempre i soliti tredici nelle restanti tredici partite.Poi arrivò la cinquina di Cagliari e sono stato spernacchiato dai leoni da tastiera.Adesso gli stessi,senza un minimo di coerenza,se ne escono affermando che il napoli in realtà non ha una rosa .Pronti a mortificare la propria intelligenza, pur di indirizzare le critiche sempre e solo in una direzione.

    • Luigi Ricciardi 9 maggio 2018, 18:07

      Quindi una partita, in cui peraltro Callejon è Hysaj giocarono 25 minuti e Jorginho 10, ha pesato su tutte le altre?
      Più che una partita è stata una strage!

    • Antonio Baiano 10 maggio 2018, 8:17

      Vabbè, adesso la partita di Lipsia è stata quella determinante nella flessione perchè hanno giocato i titolari. C’è da chiedersi invece come mai, nonostante siamo usciti dalle coppe, abbiamo avuto una flessione così marcata che non può essere di certo imputata a LIpsia. Chissà cosa sarebbe successo se avessimo proseguito il percorso in EL.

      • Raffaele Sannino 10 maggio 2018, 14:36

        Quando si accende la spia della riserva in autostrada,controllo quanti km mancano alla prossima stazione di servizio,metto la quarta e vado a filo di gas.Se invece spingo a tavoletta sull’acceleratore,può capitare che mi fermo prima di arrivare al distributore:è una questione di buon senso.

    • giancarlo percuoco 10 maggio 2018, 9:49

      gli occhi sono peggio delle scoppettate.

    • Mario Fabrizio Guerci 10 maggio 2018, 10:42

      Magari si fermassero alla rosa…Tralasci lo scoraggiamento post Juve Inter, che per me,non si può sentire!!😂

  16. A mio modestissimo parere esprimero’ una verità lapalissiana ma gli undici titolari sono andati al di là del 100% delle loro possibilità…come giustamente ha scritto qualcuno ad un certo punto gli strisciata hanno pescato dal mazzo in panchina Douglas Costa e questo da solo ha risolto un bel po’ di partite…noi invece di un mazzo in panchina non avevamo una mazza e quindi siamo finiti spompati….premesso che, come ho già detto, per me (allo stato attuale delle cose) lo scudetto è impossibile oggettivamente per tutta una serie di fattori ci possono essere tre strade da intraprendere: 1) Se rimane Sarri dovrebbe (seriamente) derogare dagli 11 titolari e cercare di portare a pari (per lo meno quanto possibile) i panchinari, per lo meno nelle partite contro le squadre dalla 10 alla 18 posizione in classifica
    2) se rimane Sarri e ci dice una buona volta che i vari Rog, Ounas, Diawara, Maksimovic, Tonelli e compagnia bella sono buoni per la rottamazione allora che Giuntoli (come già fatto per i vari Gabbiadini, Lopez, De Guzman) si dia da fare a venderli al meglio e compriamo 1/3 titolari (ma che lo siano davvero, almeno Sarri si assume appieno le responsabilità)
    3) se non rimane Sarri e come si dice alcuni non vorranno piu’ rimanere (per la cronaca, a parte Mertens, Callejon, Albiol e Hysaj che hanno la clausola gli altri hanno i contratti quindi in caso chi vorrà prenderli dovrà trattare con ADL quindi vedremo chi ci sarà e chi no) bisognerà vedere il nuovo allenatore come vuole giocare (basta per esempio un Giampaolo /Gasperini qualunque che gioca 4-3-1-2 o 3-5-2 e già Callejon e lo stesso Insigne sono in discussione….) e soprattutto con chi vuole giocare…
    Cio’ detto lavorare sulla mentalità è il primo step, in secondo luogo bisogna rendersi conto che non si possono giocare 38 partite con gli stessi uomini ed il sistema sarriano con pressing ultraoffensivo in quando quel gioco, se fatto anche solo all’80% della velocità invece che al 100%, diventa prevedibile….

    • Ho dato una occhiata. Ai tempi di Mazzarri e Benitez la maggior parte dei calciatori giocava tra le 40 e le 45 partite. Che facciamo? Sempre Sarri il Rigoletto?
      PS Quanti giocatori di Madrid, Atletico e Real, si fanno 45/50 partire? Quanti del Barcellona?
      Il City no, perche’ l’idea di Guardiola e’ avere 24 giocatori equivalenti.
      Il Bayern, con 19 altre squadrette, se lo puo’ permettere, ma con Ancellotti che turnava a ripetizione era caduto al 5/6 posto. Con HeYcknes giocatori al loro posto e primato.

      • Direi che i paragoni, sempre a mio modestissimo parere non si possono fare….Mazzarri giocava con un 3-4-1-2 da pura difesa e contropiede/ripartenze, i tre tenori si facevano un culo quadro a ripartire da 70 metri verso la porta insieme ai due esterni mentre il resto della squadra copriva e basta…con Benitez la punta e i 3 trequartisti erano tutti davanti, i due mediani dovevano coprire 50 metri di campo ed i centrali (Albiol e Koulibaly prima maniera) venivano presi d’infilata prendendo caterve di gol…
        Nè d’altro canto (sempre secondo me) si possono fare paragoni con gli altri campionati dove c’è un’abisso tra 1/3 squadre e le altre 15….in Italia le prime 6 (almeno sulla carta) possono vincere con chiunque (anche tra di loro)….
        Percio’ ognuno deve fare il suo: la società il massimo per dare all’allenatore giocatori “fungibili”, Sarri il massimo per portare tutti allo stesso livello (come accennavi tu per Guardiola). Se cosi sarà possiamo (ancora) migliorare, altrimenti io sono il primo a dire che è meglio cambiare e trovare un altro sistema di gioco che sfrutti altrettanto bene le caratteristiche dei giocatori in rosa/che verranno…

  17. Il Napoli è calato nel finale di stagione e questo è fuori di dubbio. Allo stesso modo, però, è calata anche la Juventus. Con la differenza che i non colorati hanno potuto contare sulla cavalleria.

    La prova di Torino non ha nascosto un bel niente, anzi ha dimostrato che gli azzurri potevano ancora attingere da una grande forza mentale per andare a dominare allo Stadium e reggere fino alla fine. Quella stessa forza mentale che non poteva non venir meno dopo i tristi fatti di San Siro che rappresentano l’inizio della fine.

    Solita miopia in stile Napolista.

    • L’Inter a pochi minuti dalla fine stava vincendo poi si è ricordata del giallo di Pjanic ed è crollata.L’onda d’urto è giunta postuma fino a Firenze ed ha spazzato via anche il grande Napoli che pochi giorni dopo crolla in casa sotto i colpi delle riserve dell’indomito Torello

      • Luigi Ricciardi 10 maggio 2018, 14:20

        L’ Inter non si e’ ricordata del giallo a Pjanic, ma ha finito la benzina per aver giocato una partita intera in 10 contro 11.
        Il Napoli, come la Juve, ha pagato il finale di campionato, ma non ha avuto gli aiuti arbitrali che ha avuto la Juventus in partire chiave.
        Ti incollo un commento di un tifoso juventino su Juventibus:
        “Il gol di koulibaly non ha ammazzato il Napoli.. È stato Orsato con la mancata espulsione di Pjanic e Irrati con quella di Rugani. Se poi si vuole negare che sono episodi che avrebbero cambiato probabilmente le sorti del campionato ( o comunque reso più incerto), allora non so che dire.”

    • Sono d’accordo con te, dopo la partita di Torino il Napoli poteva farcela, ma la partita di San Siro e l’espulsione di Koulibaly dopo appena cinque minuti hanno spazzato via ogni velleità di rimonta.

      Resta però la sensazione limpida che il Napoli fosse in calo negli ultimi due mesi, questo è innegabile. E mi chiedo se anche solo con un terzino e un esterno in più da gennaio avremmo perso i punti che abbiamo perso con Milan e Inter (due 0-0) e Sassuolo (1-1).

      Io credo che questa squadra abbia fatto il massimo, oggettivamente é andata al di là dei propri limiti. Il problema é che la rosa era corta. Punto. Non lo era ad agosto, ma lo é diventata stagione in corso. Dopo gli infortuni di Ghoulam e Milik bisognava assolutamente correre ai ripari, anche solo per premiare il lavoro fantastico una squadra e di un allenatore che erano in testa nonostante tutto. Ed invece cosa si fa? Si vendono Maksimovic e Giaccherini e si compra tale Machach! Proprio come due anni fa, la storia si ripete: Napoli campione d’inverno, mercato di riparazione nullo, Napoli che scoppia nel finale con strascico di infinite polemiche arbitrali (allora lo show andò in scena a Udine).

      Questo rimpianto é in me più forte delle recriminazioni arbitrali, perché su queste cose si poteva intervenire, si doveva intervenire, a maggior ragione alla luce di come andarono le cose due anni fa. Poi magari il modo di rubare quelli lì lo trovavano lo stesso, ma almeno non ci sarebbero stati rimpianti. Da non dormirci la notte. Che peccato…

    • Commento ridicolo: i “fatti” di San Siro hanno dimostrato che a differenza dei chiacchieroni e dei depressi da sabato sera, quelli della J non mollano mai. Ogni tanto dichiarare di dover ed “imparare” potrebbe rappresentare una novità entusiasmante non solo per la J.
      Sfottò: Ma è noto che al belgiuoco non deve chiedersi nulla, neanche la concretezza nel sapere fare i propri bilanci (“Negli ultimi due giorni non si è parlato della Roma che ha grandissimi giocatori, ma che finirà la stagione…Non si è parlato del Milan che ha 11 punti in meno e chiuderà la stagione….”cit.)

  18. Ernesto Cirillo 9 maggio 2018, 15:07

    Questi dati parlano chiaro. Napoli arrivato stanco, manovra lenta, giocatori fuori fase tra cui Martens, Callejon, Allan, Marek (anno negativo), Jorginho. Ci voleva qualche cambio in più. Sarri su questo deve crescere ovunque andrà.

    • antonio lampitella 9 maggio 2018, 23:16

      Sarri ha fatto miracoli facendo un campionato da campioni con solo discreti giocatori.Prima di Sarri chi del Napoli era un campione? Nessuno.il vero problema e’ che l’ allenatore sa bene che maggio Chiriches tonelli ounas Milic sepe di amara non sono nemmeno discreti.

  19. Continuo a pensare che a Torino abbiamo vinto perchè la Juve era più a terra di noi e continuo a pensare che senza aiuti avremmo vinto noi il campionato.

    La Juve è in crisi da prima di noi, ma è stata aiutata in diverse partite in questo girone di ritorno

  20. Luigi Ricciardi 9 maggio 2018, 14:28

    L’analisi e’ giusta, e sicuramente ognuno avra’ le sue teorie sul perche’ ci sia stato il calo.
    Io ne ho una predominante: la mancanza di alternative in attacco (mi scuso se qualcosa che scrivero’ suonera’ come una ripetizione di altri interventi).
    La squadra ha brillato poco ultimamente sopratutto in fase offensiva, perche’ i tre attaccanti di ruolo sono apparso appannati, Mertens e Callejon sopratutto, in parte Insigne, supportati dal solo Milik, per quanto possibile dopo il ritorno dall’infortunio (e al netto di una brutta caratteristica che sembra confermata nel pur bravo polacco, e cioe’ la tendenza all’errore in occasioni facili: solo quest’anno ricordo Nizza, Shakhtar, Spal, Milan e ultimamente Torino).
    L’allenatore ha di fatto scartato Ounas e Giaccherini, e in un’intervista televisiva post partita su Sky a meta’ dicembre aveva ammesso che gli servissero alternative forti in avanti (che avrebbero sicuramente giocato, ci credo poco a Sarri che chiede espressamente calciatori e poi li lascia in panchina).
    La societa’ a gennaio ha cercato di porvi rimedio, trattando Verdi, Politano, Younes, e annunciando Inglese. Purtroppo, per un motivo o per l’altro nessuno dei quattro e’ arrivato.
    Complice anche il preliminare, gli attaccanti sono arrivati spremuti a fine campionato, perche’ la rosa in quel settore e’ corta per una squadra che voglia vincere uno scudetto a oltre 90 punti.
    Sulla tenuta nervosa: ha influito solo nella partita di Firenze, pero’ sempre insieme alle difficolta’ atletiche.

    • Applausi. Tutto giustissimo.

    • Sottoscrivo in pieno, ho espresso concetti simili in un posto poco fa.
      Aggiungo che il solo errore che imputo a Sarri é quello relativo a Giaccherini, giocatore troppo sottovalutato che secondo me avrebbe potuto dare una grossa mano a questo Napoli.
      Tra l’altro quando ha giocato non ha mai demeritato (ricordo un paio di gol molto belli nella passata stagione, nella posizione di Callejon).

      • Luigi Ricciardi 10 maggio 2018, 14:22

        Non so, Sarri lo vedeva ogni giorno,e per due anni, avra’ avuto sicuramente gli strumenti per valutarlo a fondo.
        Sono pero’ convinto che sia stato ceduto perche’ sicuro che arrivasse Verdi o qualcun altro, forse lo stesso Inglese, in una specie di scambio tra Napoli e Chievo.

    • Fabio Milone 10 maggio 2018, 9:33

      D’accordissimo.
      Come al solito un articolo del direttore che punta il dito piu’ o meno velatamente sul tecnico, sulla preparazione, dimenticando il dato obiettivo dei soccorsi arbitrali che hanno tenuto su un’avversaria che era alla canna del gas, peggio di noi sia pure con una rosa obiettivamente piu’ organica e profonda.

    • Puntuale come sempre. Qui c’è ancora gente che rimprovera a Sarri di aver bruciato Gabbiadini (finito nella bassa classifica inglese senza lode) e Giaccherini (onesto giocatore da medio-bassa classifica). Molto semplicemente: i nostri giocatori sono più scarsi degli altri, questo ci possiamo permettere. Noi facciamo entrare Ounas, altri D. Costa. Il nostro centravanti si chiama Milik, è stato fermo 2 stagioni e non è un cecchino. La Juve ha uno che ha segnato 36 goal in una stagione, l’Inter un Icardi che forse è un pelino più decisivo in fase realizzativa, la Roma Dzeko, la Lazio Immobile. Questo è, facciamocene una ragione. E poi ricordiamo sempre la rapina di Milano

  21. Antonio Baiano 9 maggio 2018, 13:51

    La cosa che più mi sorprende è che questo calo sia coinciso con l’uscita dalle coppe, quindi nel momento in cui ci sarebbe dovuti aspettare un recupero delle energie fisiche e mentali.

  22. Stefano Scanniello 9 maggio 2018, 13:44

    16 punti in 10 partite, forse quando il “titolare” dice che da marzo siamo in “apnea” non ha poi tutti i torti. Di questi 16 punti almeno un paio ottenuti su palla inattiva, che fa parte del gioco ci mancherebbe e complimenti ad Albiol-KK-Tonelli ecc, ma denotano una scarsa verve in attacco.
    Questa e’ la stessa squadra che ha chiuso il girone di ritorno lo scorso anno con 48 punti, ma secondo lo staff di Sarri sono tutti in piena forma e abbiamo disputato “grandi partite”. La realta’ che abbiamo fatto meno punti di lazio e fiorentina questo dicono aime’ i numeri.
    Cosa sara’ successo? (tutta colpa del preliminare)

    • Con un po’ più di elasticità da parte drl tecnico ruoteremmo più giocatori e avremmo avuto altri attaccanti tipo deulofeu…

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