Mediapro ha chiesto di sospendere i pagamenti per i diritti tv

Repubblica racconta il ribaltone: gli spagnoli erano interessati alla creazione del canale della Lega, possibilità vietata espressamente dall’Antitrust.

Mediapro ha chiesto di sospendere i pagamenti per i diritti tv

L’articolo di Repubblica

«Una lettera firmata da “Mediapro italia srl” gela il sangue nelle vene dei presidenti e dei loro irascibili contabili, aprendo uno scenario da  armageddon in seno alla Confindustria del pallone, proprio quando, tra nuovo statuto e nomina del presidente, la situazione sembrava  decisamente». Scrive così Repubblica, ed è un allarme rosso fuoco. Il motivo è semplice: Mediapro ha sospeso il versamento della cifra pattuita per l’acquisto delle licenze televisive della Serie A (triennio 2018-2021).

La motivazione: «Nella delibera Antitrust del 14 marzo – l’ultima, quella che di fatto determinava l’accettazione dell’offerta da parte della Lega – l’autorità delimitava il campo d’azione di Mediapro circa due temi che gli spagnoli, evidentemente, considerano cruciali: quello della composizione finale dei pacchetti da rivendere ai broadcasters; e quello relativo alla pubblicità nei medesimi pacchetti».

I (piccoli) club tremano

Situazione grottesca. In attesa dei chiarimenti, Repubblica spiega che in seno alla Lega Serie A ha raggiunto i livelli di guardia. Perché «gli argomenti usati per chiedere di non pagare non sono proprio convincenti»; e perché «le casse dei club – specialmente dei più piccoli – piangono. E molti presidenti facevano e fanno tuttora affidamento sui 50 milioni (2,5 milioni a club) che gli spagnoli devono versare entro martedì prossimo, come anticipazione, per scontare le fatture e pagare gli stipendi».

Il problema, ovviamente, dovrebbe andare oltre le motivazioni addotte nel documento ufficiale. Si sussurra che l’intenzione numero uno di Mediapro fosse quella di creare il canale della Lega Serie A, una possibilità vietata espressamente dall’Antitrust. Per questo motivo, gli spagnoli starebbero quindi rivalutando la loro posizione. O meglio: «La strategia sarebbe dunque quella di affamare il calcio italiano per “costringere” i presidenti a ripiegare sul Canale. E questo spiegherebbe il perché della richiesta di un incontro urgente con cui si chiude la missiva».

Un’altra possibilità considerata è quella del “ritardo tattico”. Ovviamente, per mancanza di fondi, momentanea e da superare. Attraverso una fideiussione da 1,3 miliardi che deve essere presentata entro il 6 aprile. Repubblica, però, prova a calare la combo: «A nessuno sfugge che una teoria non esclude l’altra. Per questo lo scenario appare quanto mai grave, e per questo Giovanni Malagò (Micciché non è ancora esecutivo) sta valutando con crescente attenzione la lettera inviatagli da Sky all’inizio di marzo nella quale l’emittente satellitare faceva sapere di essere certa che,
con una nuova asta, stavolta non per piattaforma ma per esclusive, la Lega potrebbe comodamente arrivare a intascare un miliardo di euro». Insomma, è ancora tutto in discussione.

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