Casarin: «Sei mesi di Var, e c’è ancora confusione. Il traguardo è l’arbitraggio a due»

Il commento di Paolo Casarin sul Corriere della Sera: «Esiste un problema di attribuzione di ruoli. Finché non si arriverà al doppio arbitraggio, il fischietto centrale dovrà dirigere come sempre».

Casarin: «Sei mesi di Var, e c’è ancora confusione. Il traguardo è l’arbitraggio a due»

L’articolo sul Corriere della Sera

«Dopo sei mesi di Var, si può dire che c’è confusione. Soprattutto nella spartizione dei compiti». Paolo Casarin, sul Corriere della Sera, fa un punto sulla stagione del Var. L’introduzione della tecnologia è assolutamente positiva, ma sussistono ancora delle perplessità. Aumentate in misura esponenziale ieri, con la direzione controversa di Valeri in Inter-Bologna e con il gol annullato durante Torino-Udinese.

Le parole di Casarin: «Prestazione insufficiente. Il mani di D’Ambrosio, braccio largo in area, è stato giudicato involontario per la vicinanza del tiro di un bolognese: ragionevole ma non uniforme con le decisioni di altri colleghi. Per ottenere uniformità si deve passare alla severità dopo anni di ingiustificata bontà».

I problemi di assegnazione dei compiti, secondo Casarin, hanno un solo obiettivo finale: l’arbitraggio a due. Leggiamo: «Questo sarà il traguardo, per ora l’arbitro centrale deve dirigere come sempre. Guida, in Fiorentina-Juve, è passato subito al doppio arbitro: ha deciso giustamente sul rigore di Chiellini, ma poi ha “nominato” Fabbri secondo arbitro a tutti gli effetti. Dopo lunga attesa, Fabbri ha deciso per il fuorigioco del viola Benassi, cancellando il fallo di Simeone e la giocata istintiva di Alex Sandro. A Guida bastava una comunicazione radio: il fuorigioco è precedente al rigore».

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