Alla fine Mario Rui si è preso il Napoli (anche se non è Ghoulam)

Il Napoli è rimasto competitivo nonostante l’assenza di Ghoulam. Mario Rui sta completando il suo inserimento, non è un fenomeno ma un’alternativa diventata importante per Sarri.

Alla fine Mario Rui si è preso il Napoli (anche se non è Ghoulam)
Foto Ssc Napoli

Dopo Bergamo

Era il 4 gennaio. Venti giorni fa, esattamente venti giorni fa, Il Napolista scriveva questo pezzo: “Aspettando Mario Rui: il suo difficile adattamento è un’incertezza per il Napoli”. All’interno, si parlava di come il terzino portoghese avesse impattato in maniera non proprio determinante (eufemismo) sul Napoli del post-Ghoulam.

Venti giorni e due vittorie dopo, entrambe con Mario Rui in campo per 90′, la prospettiva è cambiata. Certo, non stiamo commentando prestazioni memorabili o giocate indimenticabili, ma Bergamo ha dimostrato che un Napoli diverso può contemplare anche la presenza di un terzino come Mario Rui. L’ex Roma ed Empoli, al terzo mese completo come titolare nello slot di laterale difensivo, sta finalmente andando oltre l’impressione di un’aderenza percepita, ma non percettibile, al gioco del Napoli. 

È sicuramente una questione vicendevole: il Napoli si è adattato a Mario Rui, un terzino differente da Ghoulam per caratteristiche tecniche e soprattutto fisiche. Ma anche Mario Rui ha fatto dei passi in avanti importanti, per condizione fisica, partecipazione al gioco, presenza nella gestione dinamica della doppia fase. A Bergamo, il portoghese è stato il calciatore della squadra di Sarri con il maggior numero di palloni giocati (105).

E non si tratta solo di incidenza numerica, quanto anche tecnica: la precisione degli appoggi (82%) e lo sbilanciamento orizzontale del Napoli sulla solita fascia sinistra (43% delle azioni) hanno “esaltato” la condizione di Mario Rui, un hub fondamentale per la costruzione della manovra. E pure per la fase passiva, con 12 eventi difensivi. Più il suo classico cartellino giallo, una specie di tassa da pagare rispetto all’esuberanza di un calciatore che prova a supplire con la garra a misure fisiche non eccezionali.

Ieri e oggi

Di Mario Rui possiamo parlare in maniera franca. Non è Ghoulam, per quanto riguarda le tipicità fisiche e tecniche. E neanche per valore assoluto, l’algerino porta il Napoli a un livello superiore nel palleggio, nella pericolosità offensiva, nella varietà di soluzioni. Era una cosa cui eravamo preparati, la squadra di Sarri ha potuto scegliere un’alternativa solida ma non equivalente all’ex Saint Etienne dopo l’addio forzoso di Strinic.

Alla fine, la scelta sta dando frutti di buon livello. Mario Rui è un terzino con caratteristiche atipiche, lo vedi interpretando il suo gioco in questo Napoli. Più che un laterale di supporto offensivo, è un elemento del dispositivo di possesso palla, preciso e attento in fase difensiva e meno pronto alla sovrapposizione rispetto ai laterali moderni. Non è un caso che il Napoli non abbia peggiorato il suo rendimento difensivo, con il portoghese in campo. Anzi, il dato dei gol subiti in campionato nel post-Ghoulam è addirittura migliore rispetto a quello fermo ad inizio novembre: 8 reti incassate fino a Napoli-Sassuolo, 11esima giornata e ultima partita in Serie A di Faouzi; 5 reti nelle dieci uscite successive, con Mario Rui sempre in campo da titolare meno che contro il Crotone (era stato espulso durante Napoli-Sampdoria).

Domani

Mario Rui è un calciatore lontano dal valore assoluto di Insigne, Mertens, Hamsik, Koulibaly. È un’alternativa, certo, perché Ghoulam è un’altra cosa. Ma se questo è Mario Rui, e questo può essere il suo rendimento costante, le leggende sulla sua inadeguatezza sono assolutamente infondate, lontane dalla realtà. Nel senso: la grande avversaria del Napoli nella corsa scudetto può schierare Asamoah come alter ego di Alex Sandro. Il ghanese, tra l’altro laterale adattato, non è molto superiore a Mario Rui. Soprattutto se il portoghese conferma il suo ambientamento in itinere al gioco del Napoli, al nuovo gioco del Napoli. Che ha saputo rinunciare a Ghoulam – e quindi a qualche alternativa tattica in chiave offensiva -, ma ha trovato una solidità difensiva importante, certificata dai e nei numeri.

Per altre tre settimane, il Napoli dovrà ancora contare su Mario Rui. Sul solo Mario Rui, diciamola meglio. Poi, potrebbe/dovrebbe avere di nuovo a disposizione Ghoulam, con tutte le precauzioni del caso dopo un infortunio così grave. Ecco, il senso finale di questo pezzo riguarda proprio le sensazioni rispetto a questa situazione: non c’è apprensione, non ci sono ansia e fretta per il ritorno di Faouzi. Il Napoli ha tenuto il primato senza Ghoulam, ha imparato ad essere altro da sé, ha inserito pian piano nuove righe di codice nel suo software. Può giocare con Mario Rui, e rimanere competitivo. L’ha fatto, ce l’ha fatta. Il grande terrore iniziale è stato scongiurato. Rui non è e non sarà mai Ghoulam, ma sta dimostrando di poter essere un’alternativa più che valida. Era quello che gli si chiedeva, dopotutto.

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