Napoli-Juventus, sarà un duello tra due filosofie contrapposte

La fine del girone d’andata è una sentenza:: sarà corsa a due, tra squadre con approcci diversi al gioco. Questione di scelte, di qualità complessiva, di mentalità.

Napoli-Juventus, sarà un duello tra due filosofie contrapposte
Kalidou Koulibaly - Giorgio Chiellini / Photo Matteo Ciambelli

L’approccio al gioco

Non è una questione di difesa, attacco, estetica, pragmatismo. Napoli-Juventus o Juventus-Napoli sarà un duello tra due opposte filosofie di gioco. Anzi, di più: una sfida tra due modi contrapposti (che è più di “opposti”) di approcciare al gioco, di concepire, di intenderlo.

Nessun giudizio, in questo caso. Anche perché il giudizio è opinabile, c’è chi ha un gusto calcistico puramente estetico e chi invece preferisce la vittoria di sudore, sangue e lacrime. Difficile sradicare certi contrappunti, si finirebbe per dare il via a guerre di religione che non sarebbero più interessanti rispetto al duello principale. Quello che vale lo scudetto, e che opporrà due squadre lontane, diverse. L’abbiamo già detto mille volte, ma la distanza concettuale è talmente ampia che va colmata il più possibile con le parole. E va anche spiegata, perché spesso si pensa che l’eventuale scudetto del Napoli passi da un cambiamento, un avvicinamento allo stile di gioco caratterizzante la Juventus. 

Ecco, è proprio questo il punto fondamentale: è una cosa che non può avvenire. La Juventus vista a Verona è una squadra che “gioca male” rimanendo indietro e congelando la partita subito dopo il vantaggio. Il Napoli che “gioca male” si è palesato a Crotone, ed è una squadra diversa. Che tiene il pallone e non concretizza, che sembra subire l’iniziativa avversaria – ma poi invece non è così, lo dicono i numeri. Anche in questo parliamo di due squadre differenti.

Giocatori

L’altra differenza fondamentale è quella spiegata da Sconcerti stamattina. È quella di cui ha parlato Lele Adani sabato sera, a Sky, nel postpartita di Crotone-Napoli. Semplice: «La Juventus ha giocatori più forti». È una cosa che cambia tutto, che individua anzi definisce un favorito in questa corsa. Il Napoli parte dietro, la somma dei valori assoluti dei suoi calciatori è più bassa, è una questione economica e strutturale. Di mercato, e su e per quello c’è poco da poter dire/fare.

Ma la storia dello sport ci insegna che questo è un handicap che si può ribaltare, partire sentendosi sconfitti è un errore – quasi come farlo sentendosi già vincitori. Questo scudetto andrà conquistato, sudato, se lo stanno giocando e se lo giocheranno le due squadre migliori di questo campionato, le due squadre che dimostrano di essere le migliori da tre anni e che in tre anni sono cambiate molto senza cambiare nulla, in realtà. Torniamo al discorso di prima, quello dell’approccio al gioco.

La mentalità dell’ambiente e degli allenatori è questa, se la Juventus è arrivata per due volte in finale di Champions e ha vinto sei scudetti è merito della solidità difensiva e della forza del suo organico. Se il Napoli è arrivato a giocarsi il titolo in due stagioni diverse (quasi tre, l’anno scorso è stata una questione “di tempo”), è per la forza di un calcio cucito sulle caratteristiche dei suoi calciatori, di un modello di gioco organizzato fin nei minimi dettagli, e che sfrutta il talento abbondante di una rosa di alto livello. Non forte come quella della Juve, che a sua volta non è forte come quella del Real Madrid: solo due squadre superiori hanno fermato la corsa alla vittoria di Allegri e Sarri. È la stessa situazione su due dimensioni diverse. Fateci caso.

Scegliere la favorita

A questo punto, entrano in campo i giudizi soggettivi. Ognuno di noi, sulla base dei propri gusti e delle proprie preferenze e della propria obiettività, può scegliere la sua favorita. O la sua preferita, che ovviamente è una cosa diversa. La Juventus è avanti per qualità complessiva (e per lo scontro diretto vinto al San Paolo), il Napoli ha un gioco più armonico e finora ha saputo sopperire proprio così al gap strutturale. Ora parte la volata, anzi è già partita. Vediamo chi la tirerà più lunga, chi la tirerà meglio. Sarà divertente.

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  1. Andrà come sempre, a meno che in casa Juve non succeda un macello ed Allegri debba integrare 3-4 titolari nuovi. Il chè non mi sembra al momento uno scenario probabile. Se le cose stanno come stanno loro non perderanno un singolo punto fino alla fine, e noi non possiamo permetterci lo stesso percorso. Lo scontro diretto al San Paolo ha fatto la differenza, e questa differenza l’ha sancita un campione. Non c’è niente da fare, sulla lunga distanza i campioni fanno e disfano le partite.

  2. Fabio Milone 1 gennaio 2018, 9:53

    Intanto avanti ci siamo noi (non loro) sia pure di un punto.

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