Il Napoli è in calo, Sarri parla male, ma fino a ieri eravamo la squadra dei record

La sconfitta contro la Juventus mi ha lasciato un senso di impotenza. Non tutte le partite sono uguali e stavolta credevo che finisse diversamente

Il Napoli è in calo, Sarri parla male, ma fino a ieri eravamo la squadra dei record

Non tutte le partite sono uguali

~ Un momento negativo, ma sembra che siano trascorse 7 stagioni: dal gioco più bello d’Europa, numeri, record, ricchi premi e cotillons all’armata Brancaleone, squadra finita, era meglio Donadoni e mi manca Yebda. In meno di una settimana.

~ Non ho mai pensato che tutte le partite fossero uguali. Ce ne sono alcune che sono più partite di altre e che vanno oltre i canonici 3 punti. Una di queste è sicuramente quella con la Juve.

~ La storia dei campionati recenti ci ha insegnato che la sfida coi bianconeri ha sempre segnato. Ricordo un 3-3 al San Paolo che ci spedì all’inferno, mentre diede la svolta agli avversari, così come i 2-0 o i 3-0 a Torino più o meno nello stesso periodo dell’anno che coincisero con il nostro ridimensionamento e la rivisitazione degli obiettivi in contrasto con aspettative troppo elevate.

~ Senza dimenticare Zaza e la scoppola di 13 mesi fa, ultima sconfitta in trasferta subita in campionato.

Pensavo che le cose fossero cambiate

~ Stavolta davvero ho pensato che le cose stessero cambiando e che la sfida avrebbe rappresentato la nostra reale inversione. E me ne sono convinto proprio perché nelle partite precedenti non avevamo brillato. Ho creduto infatti che la maturità avesse inconsciamente proiettato la squadra a recuperare energie e benzina in vista della Partita, senza però perdere di vista la strada e l’obiettivo primario. E cioè vincere.

~ E la convinzione si è rafforzata quando Sarri ci ha confortato fornendo, nonostante l’opacità in campo, dati e informazioni sulla salute dei calciatori invidiabili.

~ Invece così non è stato. La Juve è stata solo la prosecuzione di ciò che stava avvenendo. Ed è stata la sveglia. La solita sveglia.

~ Il Napoli ha disputato una partita già vista. Come lo scorso anno si è arenato sul muro difensivo bianconero e causa anche, ma non solo, una condizione approssimativa di molti elementi determinanti non è stato capace di dare la scossa che potesse permettergli di modificare l’esito dell’incontro.

Sensazione di impotenza

~ Sono uscito dallo stadio con una sensazione di impotenza e che il gol non sarebbe arrivato nemmeno se si fosse giocato sino al giorno seguente.

~ La Juve è una squadra fisica e solida, che va sul velluto se deve difendersi e ripartire. Esattamente ciò che ha ottenuto.

Il Napoli invece è agile, che predilige il fraseggio palla a terra rapido centrale e la verticalità. Esattamente ciò che non gli è riuscito.

~ L’aspettativa davvero ho pensato che stavolta collimasse col la realtà ed è per questo che la delusione è stata forte, inducendomi al silenzio e alla chiusura. Ho chiuso tutto, tv, radio, giornali, finestre e cervello. E domenica ho avuto una conferma della mia giusta decisone quando distrattamente mi è capitato di imbattermi nel salottino pomeridiano di SkyJuve ed ho visto la signora vestita di giallo. Decisione divenuta irrevocabile quando in quello serale per pochi secondi ho ammirato intorno alla tavola rotonda il gaudente Bergomi (interista), il gioioso Mauro (juventino), il pimpante Marchegiani (laziale) e lo sghignazzante Caressa (romanista di nascita, juventino per lavoro). Le difese del Napoli mi hanno riferito che sono state prese dal super partes Del Piero…

Il finto carico della Champions

~ Ieri poi è intervenuto il finto carico da 90: l’esclusione dalla Champions. Finto perché l’eliminazione è figlia di un tempo molto più remoto e non per una brutta partita che dopo il 2-0 degli ucraini ha assunto lo stesso sapore delle trasferte inutili dei gironi di Europa League.

~ Ma l’approdo di tutte le squadre italiane al prossimo turno e l’imminente delusione di venerdì sono elementi troppo ghiotti per non cavalcare l’onda, sfogarsi e tirare fuori le lamette. Senza menzionare il bel gioco, ma i record, le vittorie consecutive, un 2017 mai vissuto ed essere in piena corsa per lo scudetto sono bazzecole rispetto ad una sconfitta contro la squadra più forte ininterrottamente da 6 anni e una eliminazione che con ieri c’entra ben poco.

~ La mia voglia di trasformarmi in un riccio non mi ha però impedito di sorbirmi lo strascico delle parole di Sarri. Sia venerdì che ieri. Non mi sono piaciute e non le condivido. Così come non mi piacciono le accuse esagerate che gli appioppano e che mi fanno ritornare a 4/6 stagioni fa. Avrei preferito una maschera, 4 parole di circostanza e una bella pagina voltata e rivolta al futuro. Avrei preferito un’analisi distaccata, senza tirare in mezzo di nuovo l’ex centravanti della nazionale argentina, magari pure un complimento di facciata agli avversari e una cazzata che va tanto di moda del tipo “dalle sconfitte si impara”. Avrei preferito un altro. Ma lo sappiamo, il mister è un emotivo, forse sin troppo tifoso e a caldo, quando perde, dà il peggio di sé. Un po’ come chi non aspetta altro per assalirlo ferocemente. Talmente tifoso delle proprie idee da uscire fuori da sé stessi.

~ Il Napoli è in calo, è ripetitivo, non ha i ricambi, non ha chi tira da lontano, non ha chi salta l’uomo, non ha gli attributi per affrontare la Juve, è colpa del presidente, è colpa di Sarri, è colpa del mercato, è colpa nostra. Ogni pensiero potrebbe essere quello giusto, ma il Napoli, nonostante tutto, ha un ruolino impressionante. È una squadra più forte dello scorso anno perché ha più punti e perché è migliorato sotto tutti i punti di vista. In particolare per gli atavici talloni: prende pochi gol e non lascia punti alle medio/piccole (fatto più unico che raro per la nostra storia). È successo solo col Chievo. Fisiologico. Esattamente come per le altre 4 squadre di testa. E gli scontri diretti? Ne mancano ancora tre. Il Napoli li ha disputati tutti e ne ha perso solo uno. Come la Juve. Due sconfitte per Roma e Lazio. Solo l’Inter è imbattuta. Ed è proprio ciò che recita la classifica.

~ La sfida con la Juve ci ha sempre segnato e ha deluso. È innegabile. Ma questo campionato si sta dimostrando completamente diverso dai precedenti e le dinamiche potrebbero essere altre e mutare in un attimo. Come abbandonare i paragoni con Donadoni, lasciare Yebda nella tomba, ritrovare il momento positivo e ritornare a essere ciò che eravamo. In meno di una settimana.

Forza Napoli Sempre

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