I cinque gesti tecnici di Juventus-Napoli: Reina, Rog, Bonucci, ma solo nel primo tempo

Il match di ieri sera in pillole: una bella partita, ricca di cose belle, tra Juve e Napoli. Ma solo nei primi 45′.

I cinque gesti tecnici di Juventus-Napoli: Reina, Rog, Bonucci, ma solo nel primo tempo

Premessa doverosa. Parlare di solo calcio, di solo campo, dopo una partita del genere, è difficile. Ma a chi scrive questo sport continua a piacere per quello che è, per la bellezza che quello che si fa col pallone può regalare. Speriamo che chi segue questa rubrica possa, se non pensarla allo stesso modo, capire il nostro punto di vista. Che nessuna “svista” o, peggio ancora, moviola “creativa” potrà cambiare. Diversamente, la daremmo vinta a chi sapete voi. Detto questo, andiamo con la nostra solita rassegna.

Il lancio di Bonucci per Dybala

Un difensore coi piedi da centrocampista, così lo definì qualcuno, non ricordiamo chi, una volta. Definizione pienamente meritata: il centrale della Juventus è capace spesso di autentiche prodezze in tal senso. Studiare da Pirlo, evidentemente, sarà servito. Il piazzamento della difesa del Napoli è rivedibile, l’apertura panoramica a trovare l’inserimento di Dybala resta ed è bella da vedere. Non si tramuta, fortunatamente, in un assist per l’intervento di Reina.

Rog che svernicia Chiellini

Il giovane croato ha qualità e sfrontatezza da vendere. Puntare in velocità con stop a seguire Chiellini è già qualcosa che necessita di notevole coraggio. Andargli via, nonostante il difensore bianconero gli si appenda letteralmente addosso, è quasi un’impresa da titani. La prestazione del centrocampista azzurro ci lascia qualche interrogativo: pur comprendendo le cautele iniziali nel suo utilizzo, servivano davvero sei mesi per vederlo titolare in una partita di questa importanza?

La giocata di Higuain

L’ex centravanti azzurro resta giocatore di caratura assoluta. Pur in una partita senza troppi acuti, dimostra ancora una volta le sue qualità. Come in questo caso: movimento perfetto tra le linee, aggiramento sontuoso di Albiol, controllo orientato in seconda battuta a portarsi avanti la palla con l’esterno destro in ritmo per la conclusione. Concettualmente anche giusta, con la punta, quasi da calcetto, ma alta.

 

Il gol del Napoli

Combinazione letale, l’ennesima, tra gli attaccanti azzurri. Il fatto che ci sia Milik, al ritorno da titolare dopo quasi cinque mesi, non scalfisce gli automatismi, anzi. Tocco di prima di Insigne, sponda immediata di ritorno del polacco (di tacco), controllo di Lorenzo e solita apertura a destra, quasi senza guardare. Tanto lo sappiamo, spunta sempre lui, il solito fantasma con il numero sette: Callejon. Con il solito tempismo impeccabile. Ci faremo una ragione del fatto che Sconcerti, con sommo sprezzo del ridicolo, lo abbia visto in fuorigioco.

 

La doppia parata di Reina

La Juventus, a onor del vero, non aveva giocato male nel primo tempo e avrebbe meritato di chiuderlo in parità. Se non ci è riuscita, merito del nostro portiere, che ha ricacciato in gola l’urlo prima a Mandzukic, allungandosi sulla sua sinistra, e poi rialzandosi immediatamente e chiudendo (col polpaccio, con lo stinco o col ginocchio, non si capisce, ma va bene) il tap-in a botta sicura di Lichtsteiner. Come, nella stessa partita, lo stesso portiere abbia poi potuto uscire a vuoto in quel modo nel secondo tempo rimane un mistero.

 

Come dite? Gli episodi più meritevoli di essere ricordati di questa partita sono tutti concentrati nel primo tempo? “Come Dio, noi non giochiamo ai dadi e non crediamo nelle coincidenze”.

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