Xavi Valero, collaboratore di Benitez, al Mundo: «A Napoli il calcio è una religione. Hamsik è l’elemento identitario. È la squadra costruita da Rafa»

Xavi Valero, collaboratore di Benitez, al Mundo: «A Napoli il calcio è una religione. Hamsik è l’elemento identitario. È la squadra costruita da Rafa»

«Il calcio è una religione a Napoli». Parole e musica di Xavi Valero, collaboratore di Rafa Benitez che ha rilasciato un’intervista a El Mundo, giornale spagnolo, a pochi giorni dalla sfida tra il Napoli e il Villarreal per i sedicesimi di andata di Europa League. Due anni sotto il Vesuvio insieme all’allenatore spagnolo, i due titoli vinti (Coppa Italia e Supercoppa 2014) ma anche la presa di coscienza del valore del calcio per i napoletani in una città «muy religiosa y en la que el futbol es fundamental en las aficiones y los valores de los napolitanos».

Il racconto di Xavi Valero, un passato anche al Catellon, al Maiorca e al Logrones, parte ovviamente da Diego Maradona: «A Napoli, Maradona è un dio assoluto. C’è una devozione totale, anche grazie ai trofei vinti durante i suoi sette anni in città: gli scudetti, la Coppa Italia e la Coppa Uefa». Da un argentino all’altro, Gonzalo Higuain, arrivato insieme a Benitez come Reina, Callejone Albiol. Secondo l’articolo, il Napoli «è lo stesso costruito da Rafa Benitez durante i suoi due anni in Italia».

«Il Napoli, oggi, ha tutto quello che serve per essere un club di livello: Reina in porta, Albiol come centrale, Hamsik a centrocampo. Lo slovacco è l’elemento identitario della squadra, una referenza di livello mondiale per Higuain. Marek e Gonzalo sono la colonna verticale della squadra, che per il resto è solida e ha una buona esperienza internazionale, con calciatori importanti in tutte le zone del campo. Lo stato di forma di Higuain è eccezionale, ma anche Hamsik sta offrendo un contributo importante. Poi ci sono Callejon, Mertens e Insigne, che assicurano profondità e velocità alla squadra e riescono anche a segnare go importanti. Il Napoli ha uno stile tattico ben definito: per essere leader in Italia, devi fare le cose perbene».

Due soli calciatori nuovi rispetto al passato: «Ci sono – prosegue Xavi Valero – Allan e Hysaj che sono arrivati quest’anno. Noi ci ritrovammo ad affrontare un passaggio difficile, con la squadra che veniva da stagioni importanti con Mazzarri affrontate con uno schema a tre difensori. Noi abbiamo subito virato verso una difesa a quattro e verso il 4-2-3-1. Sarri ha iniziato giocando come a Empoli, con un modulo a diamante, ma poi è passato al 4-3-3».

Sui tifosi: «Il Napoli è radicato nella cultura e nell’immaginario della città che si identifica con la squadra. C’è un forte desiderio di vittoria e di competere con le più grandi squadre italiane. Il calcio si vive con una prospettiva assolutamente passionale». Il discorso vira poi su Marcelino, allenatore del Villarreal e prossimo avversario degli azzurri: «È un allenatore che prepara molte bene le partite. Quest’anno, con il Real Madrid, abbiamo giocato al Madrigal e abbiamo perso per 1-0 con gol di Soldado.. La partita sarà equilibrata, Villarreal e Napoli giocano in due campionati difficili e praticano un calcio ad altissimo ritmo. Sia Sarri che Marcelino sono due tecnici con grande esperienza».

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