Caro compagno Zdanov, hai preso una fissa. Ma con Sarri non avremo più il museo delle cere di Panzo Villa

Caro compagno Zdanov, hai preso una fissa. Ma con Sarri non avremo più il museo delle cere di Panzo Villa

Puntuale come le zanzare in estate, ecco il nuovo, ennesimo e decimo dispaccio moscovita del compagno Andrej Alexandrovic Zdanov, il piffero tragico, il sergente a sonagli della Lubjanca, la lingua di Menelicche e Madre Tiresia di Calcutta con le subdole premonizioni sul nuovo corso del Napoli.

Mentre il mondo dell’informazione di regime è cambiato, dalle veline di Mussolini a quelle di Berlusconi, il compagno Andrej Alexandrovic Zdanov è fermo alla disinformazia del compagno Berija e al muro di berlina, sofisticato baluardo del sarcasmo di Stato.

Perché il compagno Andrej Alexandrovic Zdanov ha preso questa fissa sul nuovo Napoli (‘a fissa man ‘e creature)? Con quelle sopracciglia sottili, sotto i baffetti ben curati, ride del Napoli di Sarri alla maniera sovietica, accigliato e ilare come il compagno Iosif  Stalin sotto il cappellone di tutte le Russie alle battute sporcaccione del compagno Vjaceslav Michajlovic Molotov.

E’ stata una sporca faccenda quella di mandare agenti provocatori all’aeroporto di Capodichino contro don Aurelio De Laurentiis, il nostro pontefice trasteverino, il nostro capodoglio, il vate che ha presentato anche un secondo portiere (Gabriel t’annunzio), il nostro uomo sodo al comando. Sull’episodio, il compagno Andrej Alexandrovic Zdanov confonde le acque. Ma è stato un chiaro agguato di agenti del Kgb indottrinati dai velenosi dispacci del compagno Andrej Alexandrovi Zdanov, questo curaro di campagna.

Intanto, i droni volano dappertutto, anche nel cielo dell’Inter a Riscone e sul Congo. In Africa sono i droni italiani “Falcos” della Selex, una compagnia di Finmeccanica. Apprezzamenti e meraviglia. Ma il drone del Napoli a Dimaro ha disturbato il compagno Andrej Alexandrovic Zdanov che ne ha cavato arsenico e vecchi merletti dal suo armamentario bolscevico.

Di tratto in tratto tre droni nel Trentino, qualcuno già distrutto, trottando per contratto nel cielo un po’ distratto, filmano corse e strappi dell’intera truppa. Spediamo in omaggio la filastrocca al compagno Andrej Alexandrovic Zdanov che, bravo nello scritto e bocciato agli Urali, ha ironizzato sul drone del Napoli nella ormai contro-informazione di stampo sovietico.

Tutto del Napoli di oggi disturba il compagno Andrej Alexandrovic Zdanov nella languida nostalgia dei tempi di Benitez, di cui conserva il busto robusto accanto a quelli di Marx e Lenin, e nella persistente apologia del madrileno senza droni. Il compagno Andrej Alexandrovic Zdanov è costantemente irritato dal democratico avvicendamento alla guida del Napoli e, sopraffatto dal totalitarismo personale, irride, svaluta e stigmatizza.

Ma dov’era il compagno Andrej Alexandrovic Zdanov due anni fa quando Sancho Panza sostituì il sogno di un Walter? Perché allora non sparse veleno sull’ispanico venuto dal sobborgo londinese di Chelsea nella nostalgia del passato toscano come fa oggi, il compagno Andrej Alexandrovic Zdanov, nella memoria perpetua di Rafa come rafa e dopo di lui il pediluvio? Una nostalgia tutto fummo e niente arrosto.

A quale soldo delle forze democratiche, massoniche, demagogiche e plutocratiche è asservito il compagno Andrej Alexandrovic Zdanov? Cosacco del Don Perignòn e agente dello spionaggio dell’ex Germania Est, egli è il cancro dell’informazione con relativa metàStasi.

Si irrita se nel cielo di Dimaro si leva un rombo di drone ad annunciare il nuovo Napoli che avrà tra i pali un portiere che assicura tutta la difesa, un portiere-assicuratore, Re Ina, e, col brasiliano Allan Marques Lourerio, andrà all’assalto cantando Allan enfants de la patrie. Riavremo un grande Higuain perché Sarri (don’t cry for me, argentino) ha parlato chiaro: “A dir le tue virtù basta un sorriso”. E Gonzalo riderà. Riso e bis di gol.

Avremo una squadra duttile, camaleontica, filosoficamente mutevole, non più la squadra di quoque tu Britos filii mii, non più il pensiero unico del madrileno, non più il museo delle cere di Panzo Villa.

Il compagno Andrej Alexandrovic Zdanov nega a priori col suo assolutismo bolscevico ogni novità democratica, la perestrojka di Sarri e la glasnost dei droni.

In attesa di nuovi dispacci persecutori, scritti col falso sorriso sulle labbra, da riderci a crepapalle, kalashnikov, karasciò, sciò sciò, compagno Andrej Alexandrovic Zdanov. Un saluto dalle isole Maurizio fumando sigari al Sarri e Tabacchi.

Da svidanja, compagno Andrej Alexandrovic Zdanov, relitto senza castigo della Tanta Madre Russia.
Mimmo Carratelli

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