In morte di Ciro Esposito: perché la versione ufficiale è debole
Nel blog Sputtanapoli Rosario Dello Iacovo, riprendendo una modalità polemica lanciata da La Repubblica (le dieci domande) fa il punto sull’omicidio di Ciro Esposito, evidenziando come ridurre il tutto a una “questione da ultras” sia riduttivo e fuorviante. E quindi elenca con puntiglio tutto il contesto, mettendo a fuoco l’occupazione del Ciak Village, gli agganci di De Santis con elementi di spicco della Fascisteria romana, con particolare riguardo per Giuliano Castellino e i leader di Prati, Alfredo Iorio e Federico Rocca, ma anche con la destra più istituzionale e di Palazzo, dall’ex sindaco di Roma agli ex ministri neofascisti che quei locali abusivi avrebbero regolarmente frequentato. Condivido gran parte delle questioni sollevate. Ho un’unica perplessità di fondo: non mi piace il doppiopesismo per cui se a occupare una struttura pubblica abbandonata sono i compagni nasce uno spazio di libertà, se lo fanno i fascisti diventa, ipso facto, un covo di illegalità da reprimere. Ma la questione è marginale. Prosegue su ugomariatassinari.itUgo Maria Tassinari











