Caro Max, un Higuain non fa primavera

E venne il giorno di DeLa. Venne quello del Pipita. E poi venne il giorno di Max. Si, Massimiliano Gallo, quello tacciato ingiustamente di dirigere il “cult-blog” più anti-presidenziale mai esistito. Max ha dimenticato le polemiche sul caro-biglietti per Napoli – Chelsea, le parole da “magliaro” del presidente sui napoletani e sulla napoletanità, fino alle “dimenticanze” degli anniversari degli scudetti o del disinteresse verso la scomparsa di personaggi storici del club azzurro come Carletto Iuliano.
L’amore di Max per DeLa è scoppiato quando Aurelio ha scelto Rafè. Un infatuazione per interposta persona o, se vogliamo, per interposto allenatore. E poi arrivò El Pipita: il calciatore più pagato nella storia del Napoli (salvo ricordare che sia arrivato dopo la cessione più importante).
Non è amore quello di Max, forse. Però le sue parole fanno onore alla sua capacità di saper cambiare opinione senza rancore e senza livore a seconda di come si evolvono le circostanze nel club azzurro.
Manca ancora tanto alla fine del mercato e la squadra non è assolutamente completa. Vedremo chi sarà acquistato per fare il vice-Higuain e quale esterno destro andrà a giocarsi il posto con Maggio (ci auguriamo vivamente che non sia Mesto…), valuteremo che ne sarà di Zuniga e se verrà preso un centrocampista da aggiungere a Behrami, Inler e Dzemaili, analizzeremo se con l’acquisto di Albiol la difesa potrà essere considerato un reparto affidabile e completo.
Allora, caro Max, Higuain sta come la rondine con la primavera. Esultiamo, gioiamo, esaltiamoci. Ma non troppo. Servono altri giocatori ancora per definire il mosaico e tutti i nuovi acquisti, persino Higuain compreso, saranno da valutare.
Si lo so bisogna aspettare. La mia impazienza è inopportuna per uno di Napoli dove “non avete mai vinto un cazzo” – come ci ricordò una volta il nostro Aurelio. Se De Laurentiis vuole essere amato deve vincere. E lo dice uno per cui la vittoria non è mai stata così importante.
Valentino Di Giacomo

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