Aurelio, prendi Giovinco. Nel Barça sarebbe titolare, da noi è l’eterna promessa

Giovinco. Lo vuoi un nome? Eccotelo. Ti serve che argomenti? Giovinco è il tuo prossimo campione, De Laurentiis. E’ ancora un affare, guarda. C’ha il prezzo garantito dal masochismo della nostra esterofilia. Costa ancora meno di quello che vale. E’ il mio consiglio per gli acquisti, e io sono uno che non gioca al mercato, nemmeno in spiaggia: mi divertirebbe pure ma poi ci resto male quando il sogno svanisce. Il Psg ha pronta la somma intera, la clausola da 31 milioni che serve per lasciare andare Lavezzi in Francia. Fammi il piacere allora, sient’ a me: Giovinco, sparagni e fai bella figura. Ci metti vicino il ritorno da Pescara di Insigne e poi l’anno prossimo, di ‘sti tempi, mi dici. E se c’ho ragione mi offri un caffè. Ti passo a prendere col motorino fuori alla Lega Calcio, senza caschi, come piace a te.

Te la spiego un poco meglio, se vuoi. Giovinco è il giocatore più sottovalutato degli ultimi 10 anni. Io lo seguo dalle giovanili della Juve, ognuno c’ha i suoi pallini. Ha la prepotenza del talento che nella semplicità di un tocco al pallone arrugginisce l’accozzaglia di regole non scritte, leggine e sentenze, luoghi comuni e pregiudizi che vestono i panni del cattivo nella sua favola. Ha avuto, finora, una strada all’altezza delle bassezze del destino. In Italia, si sa, fai la gavetta e puoi essere “atomico” quanto vuoi, ma se sei giovane e piccolo resti formica e basta. Lui sarebbe il nostro genietto fuori quota, e lo dico in anticipo: quota è un concetto di rimbalzo, è basso ma in alto ci manderà l’Italia. Per non parlare di Parma, l’hai visto all’Empoli? E pure negli smozzichi di partita che le ultime Juve pericolanti gli concessero, l’hai mai visto giocare? Ha mai fallito? Sono anni che umilia le migliori difese del campionato, attorniamo dal nulla di provincia. Ma per l’Italia è ancora una “promessa” formicolante. In Spagna uno così farebbe il titolare nel Barcellona, perché lì usano fregarsene della carta d’identità. Se giochi bene, giochi. Giochi Giovinco, che pare una di quelle canzoni cretine degli anni 80. Giovinco è cresciuto – si fa per dire – tra i “pulcini” bianconeri: da pulcino a pulce, non di più. Non ti snocciolo numeri, ma pure quelli fanno parte del pacchetto. Chiedi a Bigon. Chiedi a chi vuoi tu. Te lo dico mo, che mi dicono saresti ancora innamorato di Pepito Rossi. E te lo urlo: pure con le ginocchia a posto, Rossi non vale Giovinco. E’ una mezza misura senza mezze misure, e visto che a te piacciono gli affari, approfittane. Portalo a Napoli, mettilo al fianco di Cavani. Non ci vuole un genio, ma è una mossa che ha ancora un senso economico. Sient’ a me.

Mario Piccirillo

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