Ad Abramovich piace il calcio di Mazzarri

“Vedi Napoli e poi muori”, scriveva Goethe nel visitare la Campania nel 1780. André Villas-Boas avrà poco tempo per apprezzare questa celebre città: la sua non è una visita di piacere ma legata alla sua permanenza al Chelsea. Per le strade di Napoli si respira già il clima di martedì sera, quando i Blues, nell’uscire dal tunnel degli spogliatoi dello stadio San Paolo, sfideranno un muro del suono.
Questa partita è molto attesa per molte ragioni. Villas-Boas è sotto esame. Innanzitutto per questa competizione. Per Abramovich la Champions League è sempre stato il trofeo più desiderato, questa competizione, il calcio a Milano, Madrid, Monaco di Baviera, Barcellona, sono stati il principale motivo che lo hanno spinto a comprare una squadra di calcio.
Questa enfasi sulla Champions League è stata chiara nel trattamento con i suoi allenatori. Ranieri ha chiuso il suo ciclo dopo il suicidio tattico nella semifinale contro il Monaco nella prima stagione di Abramovich dopo l’acquisto del club. Mourinho ha portato il successo in campionato ma non è riuscito a vincere in Champions League, eliminato due volte dal Liverpool in semifinale. Il licenziamento avvenne dopo una prestazione disastrosa nel pareggio per 1-1 con il Rosenborg nella fase a gironi 2007-’08.
Ancelotti fu chiamato per i successi europei che aveva conseguito. Il tecnico con il Milan ha vinto due Champions League e un solo campionato. Che mortificazione per il patron vedere poi l’Inter di Mourinho surclassare il Chelsea e infine alzare la coppa dalle grandi orecchie.
Pertanto Villas-Boas ha bisogno non soltanto di un risultato positivo in vista del ritorno a Stamford Bridge, ma anche una prestazione che dimostri che i giocatori – o almeno quelli che fanno la differenza – credono ancora in lui.
Ma c’è un altro problema. Il Napoli non solo è impostato per mettere in difficoltà questo fragile Chelsea, ma il suo è il calcio per il quale Abramovich aveva chiamato Villas-Boas. Mazzarri schiera un fluido 3-4-3 formazione e il suo gioco è rapido e avvolgente. Lippi ha definito il Napoli la squadra più interessante d’Italia e lo sanno bene i tifosi del Manchester City.
Le speranze dei partenopei di lottare per lo scudetto si sono allontanate – troppi pareggi – ma sarebbe illusorio dire che questo Napoli sia più debole di quello che ha iniziato la stagione in modo impressionante. In modo piuttosto sorprendente, ha perso a Siena la semifinale d’andata della Coppa italia e nell’ultimo mese di campionato ha raccolto una sconfitta e quattro pareggi. Uno di questi, però, è stato in casa dei campioni d’Italia del Milan e ad esso sono seguite le vittorie contro Chievo e Fiorentina.
La critica avanzata da alcuni tifosi è di aver sacrificato la lotta scudetto per ottenere il massimo in Champions League. Dopo aver rischiato di perdere il calcio nel 2004, non si può certo biasimarli. La cattiva notizia per il Chelsea è che il Napoli si è concentrato per questa sfida sin dal giorno del sorteggio.
Il calciatore più rappresentativo dei successi del Napoli è Edinson Cavani, ultimo delle richieste di mercato di Villas-Boas. Cavani è diventato un fenomeno a Napoli, realizzando 55 gol in 75 partite. A guardarlo, è difficile accreditarlo come un atleta coordinato, ma lui raggiunge il suo obiettivo con il gioco aereo, la capacità d’inventare e un’etica del lavoro ammirevole.
Villas-Boas spera di recuperare Terry e Cole e avrà bisogno della miglior difesa perché non c’è solo Cavani. Marek Hamsik è efficace, con otto gol e sette assist in stagione, mentre Ezequiel Lavezzi ha il ritmo e il controllo di palla che può decisamente innervorsire il Chelsea.
Villas-Boas ha bisogno di una partenza forte al San Paolo. Una sconfitta decisiva in questo contesto, sarebbe disastrosa per lui, una vittoria potrebbe essere la base su cui costruire il suo rilancio. Il russo è pronto ad agire.

Duncan White
The Sunday Telegraph

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