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La bronchite vale il 3-0 alla Juve

Era tutto il girone di andata che mi chiedevo cosa avrei fatto. Da quando per la prima volta ho stretto in mano il mio meraviglioso abbonamento alla Posillipo mi sono chiesta:  cosa farò quando mi capiterà di non stare bene? Quando ieri mattina mi sono alzata con le ossa rotte, ho capito che era giunto il momento della verità. Ma proprio a Napoli-Juve, per la miseria? Proprio dopo più di quindici giorni di astinenza dal San Paolo? Perciò non ho detto nulla a mio marito, a parte un laconico “non mi sento tanto bene”, chè la parola abbandono non è lecita in occasioni del genere. Mi sono trascinata allo stadio, in Vespa, con una quantità di strati di vestiti addosso che non mi ricordo neppure. Non ho detto una parola per tutta l’attesa, lasciando che i vicini scambiassero il mio malessere per becera ansia per la prestazione azzurra. Ho fatto finta di niente, risparmiato sulle batterie e sul carburante, cercato di stare in piedi per quanto possibile. Eppure non c’era altro posto al mondo in cui avrei voluto trovarmi, nessuno. Diamine.. se non avessi figli e avessi due euro in più, io sarei un’ultras.
Seguirei in trasferta la mia squadra perché non c’è cosa al mondo che possa darmi le stesse senzazioni, gli stessi brividi, le stesse emozioni. L’avete visto, vero? L’avete visto il San Paolo gremito? Le avete sentite le nostre voci? E le nostre sciarpe, che salutavano l’alieno ed il piccolo Gravatar, le avete viste? E quegli undici guerrieri in campo? A proposito, ma la Juve, c’era? L’avete visto quel capriccioso di Toni, sempre a piangere e a sbracciarsi scomposto? Odio quel suo modo di agitare le braccia, spilungone e bambino com’è. E quelle lacrime di Edinson, che erano anche le nostre, le avete viste? Chi? Ditemi: chi ci ha mandato Cavani quaggiù? E la faccia di Mazzarri, l’avete guardata? Ed il modo in cui Del Neri si è accucciato in panchina, sul 3-0, lo avete visto chiaro e netto?
Se avessimo avuto l’audio amplificato avremmo sentito anche un guaito strozzato dalla rabbia. E ha detto bene un amico abbonato: mo’ so’ cazzi. Perché DeLa magari non comprerà più nessuno con questo extraterrestre che abbiamo, che in una sola giornata rimonta la classifica cannonieri attestandosi a pari punti con Di Natale e senza uno straccio di rigore. Ieri sera non ho avuto la forza di guardare le azioni in tv, né di mangiare tutta la pizza post-partita.
Stamattina ho 38 di febbre e una bronchite ormai conclamata. Però vi giuro, ve lo giuro e lo sottoscrivo con tutti i muchi che i miei polmoni ed il mio naso saranno capaci di produrre nelle prossime ore, che lo rifarei altre cento, mille, due milioni di volte. Non si scordano cose così. Io c’ero. Porca vacca se c’ero. Avrei voluto dormirci, al San Paolo, avrei voluto tenere aperta la mia sciarpa tutta la notte, guardare lo stadio che non accennava a svuotarsi, tenermi avvinghiata sugli spalti e morire così, nel bagliore azzurro di una notte memorabile. Oggi, per piacere, celebriamo solo questo. Una vittoria netta, non di misura, che le lacrime bianconere sul gol annullato non riescono neppure lontanamente a scalfire. Una cortesia, però, non ci appelliamo a comportamenti anticalcistici che in altri stadi passano sotto silenzio e da noi vengono condannati perché siamo napoletani. Non ci sta, in una giornata così, coprire la “merda” con l’oro dipinto da Cavani. Sarebbe ora che avessimo tutti il coraggio di denunciare, come ha fatto Di Giacomo, l’oltraggio alla civiltà, alla tifoseria pulita, all’onestà dello sport, alla città tutta, mossa da quei petardi inutili e violenti ancor più perché lanciati sul 3-0 di una sconfitta ormai epocale. Denunciare l’assenza delle forze dell’ordine: non un solo poliziotto nel settore ospiti né nel settore limitrofo. Denunciare l’abbandono degli steward sottopagati ed inutili, rientrati solo a cose fatte. Denunciare la paura di noi tifosi in Tribuna Posillipo. Mi sta sulle palle un atteggiamento così. Non si può essere moralisti a metà. Vaffanculo alla violenza. Senza possibilità di appello. E Forza Napoli. Sempre.
di Ilaria Puglia

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