Carletto Juliano protegge il talento dalle chiacchiere

Mi sarebbe piaciuto. Non dico di no. Dico, alla presentazione di “Caro Diego”. Il libro di Carratelli su Diego Maradona. Quello che era meglio di Pelè perché faceva con una gamba sola quello che Pelè faceva con due. Mi sarebbe piaciuto esserci. Per Mimmo Carratelli e Carletto Juliano. Mimmo Carratelli è il miglior scrittore di cose di calcio vivente. Carletto Juliano è il migliore di tutti. Uno che ha fatto l’addetto stampa a Napoli con mammole come Ferlaino, Moggi, Maradona, Juliano, Allodi, Marino, serie B, scudetti, coppe, camorre, stato, povertà e ricchezza, Borboni bidoni campioni, e 90mila al San Paolo tutti i giorni per tutto il giorno per quasi tutta la vita. Uno così è un domatore di leoni. Tutt’e due. Domatore ma pure leone.
Carletto Juliano lo vedo spesso. Ogni martedì, nell’aula 216 del processo di Napoli al calcio che fu. Puntuale, attento, paterno. Fa quello che ha fatto sempre. Protegge il talento da chiacchiere. Come quando annullò il processo a Maradona a mezzo stampa. Aveva ragione. Accadde a Soccavo, a uno dei Maradona che periodicamente interessa la stampa. Lo aspettavano al varco. La sportiva, la rosa, la giudiziaria. Tutti pronti all’azione. Il giocattolo c’era, mancava il vero divertimento. Rompere. E lui li zittì. In Italia la chiamano libera informazione. Carletto Juliano no. Valeva per Maradona come vale per Moggi. Carletto Juliano, il plotone d’esecuzione, tuttora non lo lascia parlare.
Vincenzo Ricchiuti

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