Tra i tifosi e il Napoli
non è ancora amore

Le quattro giornate di Napoli prima dell’incontro. Prima dell’esordio in campionato al San Paolo: domenica sera arriva il Bari dell’ex Ventura e si comincia. Comincia la stagione di Fuorigrotta in vista di un periodo a dir poco esaltante nonché estenuante: partite italiane ed europee senza sosta almeno per qualche mese; passerelle nazionali e internazionali di prestigio su uno sfondo da sempre prestigioso. Napoli e il Napoli. La squadra e la sua gente, elemento fondamentale e imprescindibile. L’idillio con i giocatori e il tecnico è più forte che mai, ma c’è un aspetto che trascurare equivarrebbe a una prova di cecità: per una parte del popolo azzurro il feeling con il club, inteso come società e dirigenza, nelle ultime settimane non è parso solido come qualche tempo fa. Napoli-Bari potrebbe fornire risposte anche in questo senso. L’ultimo segnale negativo in ordine di tempo è comparso per le strade della città nella notte tra lunedì e martedì: un bel po’ di manifesti di protesta contro De Laurentiis dal testo lungo e dettagliato. Lettere aperte ma anonime, senza firma nè sigle, che rappresentano il pensiero di una porzione, di una fetta di tifosi: generalizzare è sbagliato, ma in questo preciso momento storico a farsi sentire è più che altro la campana del dissenso. Il presidente, contestato dai tifosi presenti in Svezia per il ritorno con l’Elfsborg dopo la cessione di Quagliarella alla Juventus, non ha però mostrato insofferenza: e anzi, sportivamente ci ha riso su minimizzando. Sono finiti sotto accusa il mercato, prima ancora delle verifiche sul campo, e la scelta delle amichevoli in pay per view; è finito sotto accusa il caso di Paolo Cannavaro, la prima scintilla di un’estate piuttosto movimentata, nonostante De Laurentiis abbia poi corretto il tiro sul capitano mostrando apertura verso un rinnovo contrattuale che, soprattutto tecnicamente, darebbe continuità a un processo di crescita. Nulla di irrimediabile, insomma, cose tipiche del calcio. Cose di due mondi paralleli messi a confronto e che quotidianamente si confrontano con realtà – anche economiche – differenti. Cosa accadrà domenica? Beh, a raccontarlo sarà il tempo. Di certo, la prevendita della sfida con il Bari non sta andando a vele spiegate anche per la successiva presenza in calendario della partita di Europa League con l’Utrecht, in programma giovedì al San Paolo: in tempi di crisi tocca scegliere, c’è poco da fare, e l’appeal di una notte internazionale è molto più accattivante di una gara non proprio di cartello del campionato. Fatto sta che gli abbonamenti finora sottoscritti sono circa diecimila e i biglietti acquistati per il Bari molti meno. In previsione, per la prima di campionato non dovrebbero esserci più di 25.000 spettatori. Compresi i dissidenti della Tessera del tifoso. Le proteste contro la card richiesta dal Viminale vibrano in tutta Italia, e anche i membri del tifo organizzato azzurro non fanno eccezione: in trasferta non seguiranno la squadra, almeno in campionato, ma in casa aggireranno l’ostacolo acquistando il biglietto. (da il Mattino)
Fabio Mandarini

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