Dare del drogato a Diego
è roba da juventini

Al rientro da una lunga vacanza, sono un po’ distratto (chiedo scusa). E ci è voluta una telefonata di Maurelli per farmi capire che cosa stesse accadendo sul Napolista. Il nostro Bracale – balzato giustamente agli onori delle cronache per aver indovinato l’ambo di Quagliarella – si è guadagnato una rubrica sulle estrazioni del lotto. La rubrica è sacra, per carità, qui non si censura nessuno, ma dare del drogato a Diego sul Napolista (invitando a giocare il numero 26, con il 10 e il 50) è roba che grida vendetta. Buona per un sito di juventini, e al limite dell’espulsione.
Abbiamo trascorso una vita intera a sorbirci moralisti un tanto al chilo che ci facevano la paternale sui vizi di Maradona, sul fatto che non fosse un esempio per i giovani e via dicendo, come se facesse il ministro della pubblica istruzione e non il calciatore. In genere, però, si trattava di juventini, milanisti, interisti. Da un napolista non me lo sarei mai aspettato. Tantomeno da Bracale. Ovviamente io quel terno non lo gioco e se pure dovesse uscire sarà pagato in banconote bianconere (che io non accetto). Con indignazione,
Massimiliano Gallo

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