Ho esultato al gol di Eto’O
ma l’Europa passa da Bari

Non lo nego, quando ieri Thiago Motta ha pescato Eto’o solo davanti al portiere ci ho sperato, quando il suo tiro un po’ sbilenco ha battuto Frey  ho stretto il pugno e ho esultato. Non me ne vogliano i tifosi della Fiorentina. Ho molti amici tra di loro, ma avrebbero fatto lo stesso nei miei panni. Poi, da tifoso, ho pensato dovessi dire Forza Roma, ma non per il derby, per carità. Quello lo lascio ai romani. Io non so nemmeno che significa. Al massimo mi appartiene Canottieri-Posillipo, e poi  tifo per entrambe. Ho vissuto per dodici anni nella capitale. Fantastica città. Offre tanto. Poi le cose della vita mi hanno riportato a Napoli. Fantastica città. E’ la mia. Però, almeno in Coppa Italia, forza Roma, o meglio, speriamo che la Roma vinca, lasciatemelo dire. Il 21 aprile la gara con l’Udinese deciderà la seconda finalista di Coppa. Se sarà Roma-Inter allora anche il settimo posto varrà per l’Europa.
Radio Marte, nei giorni scorsi ha snocciolato dati economici. Una partecipazione all’Europa League vale intorno ai 9-11 milioni. Buttali. Ma concordo con De Laurentiis quando dice che in Europa bisogna rimanerci. E’ inutile il passaggio fugace che lascia la bocca dolce all’inizio e ancor più amara alla fine. Le scorie dell’Intertoto ancora le portiamo addosso anche se, da tifoso, vedere Napoli bloccata per la partita con il Benfica, non mi è dispiaciuto.
Se L’Inter mi ha fatto vedere l’Europa, il Bari mi riporta con i piedi a terra. Se ci vogliamo andare in Europa, non sono più ammessi passi falsi né cali di concentrazione. Incontriamo Ventura, un vecchio amico che non ha avuto il tempo di esprimersi in questa città che per troppo amore fagocita tutto e sempre troppo in fretta. Si fa presto a diventare Masaniello, ancor più presto a trovar decapitata la propria fortuna in un ceppo a piazza Mercato. La nostra Europa allora passa da Bari perché di partite come quelle contro il Parma non ne voglio più vedere. Tanque tieniti pronto. Il destino forse ha tenuto per te in serbo qualcosa di speciale.
Gianluca Agata

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