“Tempo e principio” (ma anche soldi): una versione più ampia del no di Donnarumma al Milan

Il Corriere della Sera ricostruisce la vicenda-Donnarumma: Raiola si sarebbe arrabbiato per l’ultimatum del Milan, ma anche per le scelte mediatiche.

“Tempo e principio” (ma anche soldi): una versione più ampia del no di Donnarumma al Milan

I retroscena del Corsera

«Non è stato un problema di soldi “ma di tempo e di principio”». Si apre così il pezzo con cui oggi Il Corriere della Sera torna sul caso Donnarumma. È un virgolettato rubato, quasi ipotetico, perché questa è la verità che Raiola ha «raccontato bassa voce e solo a pochi, senza dichiarazioni gridate». I soldi, dunque, come ultimo dei problemi. Più che altro, a mettere fretta all’entourage di Donnarumma, è stata la fretta imposta dal Milan. «Voleva più tempo per decidere e invece il Milan l’ha messo di fronte a un aut aut inaccettabile, qualcosa di simile a un ricatto: questa in sostanza è la sua versione, la sua ricostruzione, il suo sentire».

C’era distanza sulla clausola, scrive il Corsera. Ma alla fine il vero problema è stato questo ultimatum, questo «pressing alto per trovare l’accordo prima della partenza del ritiro». La scadenza rossonera era al 13 giugno. Ora non esiste più, perché non esiste più trattativa – fino a Raiola contraria.

Circo mediatico

Un ulteriore punto di frizione potrebbe essere dipeso dalle scelte comunicative del club. Non sarebbe piaciuta, a Raiola, la voce strisciante su una possibile stagione in tribuna. E poi vuoi mettere Aubameyang trattato (forse) per 7 milioni di euro a stagione? Cioè, come dire: i soldi sono marginali, ok. Ma fino a un certo punto.

E poi ci sono le guerre di posizione. Scrive anche questo, il Corsera: «Aggiungete le scarse simpatie reciproche (Raiola era molto più vicino all’ex a.d. Galliani, è noto) ed ecco la rottura. Non è detto che sia la verità assoluta, ma forse a leggere la vicenda in maniera più ampia qualcosa di vero c’è, forse qualcosa si è sbagliato da entrambe le parti. O forse invece Raiola aveva effettivamente già da tempo deciso che sarebbe andata a finire così. E la strategia rigida del Milan ha soltanto fatto il suo gioco». Ecco, così magari suona meglio. La verità è una, ma la prospettiva aiuta a vedere meglio alcune cose. A capirle, anche.

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