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Quella volta che Gabbiadini è stato capocannoniere

Marco Gabbiadini è un’istituzione delle serie minori inglesi: 226 gol in carriera e due titoli di top scorer nella Third Division inglese, con la maglia del Darlington.

Quella volta che Gabbiadini è stato capocannoniere

Ultimamente, com’è ovvio che sia, abbiamo scritto tantissimo su Manolo Gabbiadini. Gironzolando sulla rete, a un certo punto, ci siamo ritrovati di fronte a quello che pensavamo essere un errore. Marco Gabbiadini. No, dai, ma come si fa a sbagliare. Marco è completamente diverso da Manolo. Esatto, lo era e lo è: Marco Gabbiadini e Manolo Gabbiadini sono due persone diverse. Entrambi attaccanti, il primo è un centravanti inglese dal nome italianissimo, una specie di istituzione delle serie minori inglesi. Ve lo presentiamo, eccolo qui:

Le meravigliose atmosfere dei campetti inglesi fanno da cornice a un attaccante grezzo, potente, magari non proprio elegante nella falcata o raffinato nei fondamentali. A pure english forward, verrebbe da dire con scarsa fantasia.

Dopo averlo conosciuto, abbiamo voluto approfondire la sua storia, ed il bello è che c’è una vera e propria letteratura, in rete, su questo signore dall’anagrafica stranissima e dal contributo realizzativo pesante, con 226 gol segnati in carriera. Nasce da padre italiano e madre inglese a Nottingham, cresce nello York e poi incontra l’amore della sua vita calcistica a Sunderland: con i Black Cats mette a referto 87 gol in 185 presenze, con un ruolo da protagonista nella promozione in Premier League del 1989/90. Allora, però, il massimo campionato inglese si chiamava ancora First Division. Dopo l’esperienza in biancorosso, un po’ di giri tra Inghilterra e Grecia (!): Crystal Palace, Derby County (club con cui vince il titolo interno di Player of the Year, nel 1993), Panionions, Stoke City.

Una carriera che sembra fuggire via ma che, invece, vive una meravigliosa appendice all’alba degli anni 2000: Gabbiadini, nelle stagioni 1998/99 e 1999/2000, vince il titolo di capocannoniere nella Third Division inglese, quarta lega della piramide calcistica della Fa. Indossa la maglia del Darlington, si concede ancora qualche comparsata al Northampton e all’Hartlepool prima di appendere le scarpette al chiodo, a 36 anni. Un ritiro imposto, però: solo un infortunio al ginocchio ferma il buon Marco, che si ricicla albergatore: ristruttura un hotel vittoriano a York, lo amplia e lo ristruttura fino ad arrivare a 13 camere, e arriva a lavorarci 18 ore insieme alla moglie. Che, come dichiarato in un’intervista a FourFourTwo, «ama alla follia questo lavoro perché c’è sempre qualcosa da decorare».

Nella stessa intervista, in cui viene definito come  un attaccante in grado di mettere paura a tutte le difese di Inghilterra», Gabbiadini dichiara di essere stato fortunato durante la sua carriera, solo una volta è stato assente per più di cinque settimane a causa di un infortunio alla cartilagine. Poi parla così di un suo possibile rientro nel mondo del calcio: «Quanto a me,  dopo quattro anni lontano dal calcio sto iniziando a sentire la nostalgia. Niente batte il boato che si ottiene quando si segna un gol ed è stata una grande parte della mia vita fin dalla mia gioventù. Ci sono state un paio di offerte di lavoro all’interno del calcio, ma nessuna era davvero importante. Chi lo sa, però, non escluderei di poter tornare, un giorno…».

Ecco, ora lo sappiamo: Gabbiadini è stato capocannoniere, solo che si chiamava Marco. Speriamo possa essere di buon auspicio per il suo erede, Manolo. Ci farebbe comodo.

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