
Totò è un marchio registrato, ristoranti e attività non potranno più usarlo (Messaggero)
La svolta arriva dalla famiglia De Curtis dopo ls scoperta della pizzeria di Torino “Alla casa di Totò” che voleva creare un brand col nome del principe
La svolta arriva dalla famiglia De Curtis dopo ls scoperta della pizzeria di Torino “Alla casa di Totò” che voleva creare un brand col nome del principe
«Ero più naso che bambino, in famiglia si stemperava così. Mia madre mi prende ancora in giro. Fantastico vedere una 93enne che si accanisce contro un 63enne».
«L'ho solo appoggiato nella giacca», sarebbe stato distratto da una telefonata. I vigilantes sono stati inflessibili. Episodio rivisto alle telecamere (come il Var)
Torna a suonare a Roma per il concerto del 1 maggio: «Ci sono stato poco più che adolescente, ho fatto il facchino. Non dimentico che è la Festa dei Lavoratori»
«Nureyev era a Roma, con la mia coinquilina sua amica lo andiamo a prendere con la mia 500 alle due di notte lui inizia a ballare nella notte, sull’Isola Tiberina vuota»
Scherzava, comunque non era il mio tipo. La direttrice dell’hotel disse: “Signorina, è meglio se non dorme qui”. I giornali scrissero che ero stata cacciata dal ritiro».
«Nel'72 guadagnavo 20 mila lire, avevo una 500 di terza mano. Quando scrissi Alla fiera dell’est non la voleva nessuno»
A Repubblica: «Io ho cominciato quando il dj era un lavoratore della discoteca al pari degli altri, al pari del barista. A un certo punto è arrivato internet»
Al Corsera: «Lo avevo invitato per un servizio sui tifosi famosi e lei lo accolse dicendo: “Ah, meno male è arrivato, allora il quadro elettrico è lì, veda che cosa riesce a fare”».
L'esperto di dinamiche televisive: «Quello di Fiorello lo sarebbe. Per Sanremo? Chiusura a mezzanotte e mezzo invece delle due, 20 cantanti e rimetterei il Dopofestival»
«Andavamo a vedere gli allenamenti al campo Paradiso e una volta Maradona mi accarezzò la testa e mi diede un bacetto sulla fronte»
È su Youtube: ricostruzioni animate con la Chiesa di San Francesco da Paola in fiamme e scenari post-atomici
A parte un titolo forzoso della Stampa, “Mister 100 milioni”, nessuno ne parla. Anche Mike Bongiorno lasciò la Rai (andò da Silvione) per lo stesso motivo
Al Corsera: «Mi chiamarono a Odeon tivù, con un programma che si chiamava Forza Italia. A me, che ero innamorata del tennis, del calcio non importava nulla: l’ho dovuto imparare comperando la Gazzetta dello Sport»
Al Messaggero: «In Usa lo fanno spesso perché i ragazzi che cominciano a guidare a 16 anni di solito iniziano con le vecchie auto dei genitori. Le abbiamo vendute in un attimo. E allora stavolta lo rifacciamo. E poi sono belle da vedere».
Il Corriere della Sera racconta le pressioni politiche ricevute dal conduttore che si sarebbe aspettato un trattamento che tenesse conto dei risultati
È partito il “Wine Art Fest - Grand Tour” organizzato dal Mavv in collaborazione con il “Movimento Turismo del Vino della Campania”
I nomi dei due popolarissimi calciatori, insieme alla dicitura “B/B”, erano usati per indicare la qualità dei tagli da 50 euro in ordine decrescente
Il conduttore di Pechino Express a Repubblica: «È brutta questa mania di pensare che gli adolescenti abbiano una verità da scoprire a discapito dei più anziani»
Storica guida della Mondadori: «Berlusconi non si è mai intromesso nelle scelte. Per Agnelli i libri erano una colta seccatura, a lui importavano i giornali, anzi, un solo giornale»