
L’esordiente Mazzocchi: «Quando vieni dal nulla e arrivi qui, è normale piangere»
di - Napoletano che gioca nella Salernitana. «Se mi guardo dietro, ho percorso una strada tutta in salita. Quando vieni da quartieri difficili, fai sempre fatica»
In questa sezione il Napolista racconta il campionato Serie A in tutta la sua complessità: partite, classifica, statistiche, dichiarazioni di allenatori e calciatori, polemiche arbitrali, retroscena di mercato. Il Napolista segue il campionato Serie A giornata per giornata con l’angolo del giornale: non solo cronaca, ma analisi dei risultati delle big (Inter, Milan, Juventus, Roma, Lazio, Atalanta) confrontati con il Napoli, valutazioni degli arbitri, riflessioni sul calcio italiano e sui suoi fenomeni. Una sezione che vive di stagione e si arricchisce di domenica in domenica.

di - Napoletano che gioca nella Salernitana. «Se mi guardo dietro, ho percorso una strada tutta in salita. Quando vieni da quartieri difficili, fai sempre fatica»

di - Al Festival dello Sport: «Ha una situazione difficile per il passaggio al Lilla, ma capisce che il percorso deve essere al Milan, ci sarà una trattativa».

di - Il diesse del club alla Sueddeutsche: «Lui e il suo staff sanno esattamente cosa fare. Dopo la pausa ci si esibirà in modo diverso, me lo aspetto»

di - Al Festival dello Sport: «Le due cose abbinate fanno la differenza. Andò così con Theo Hernandez, anche se il primo acquisto reale fu Krunic»

di - Al Festival dello Sport: «Non è logico. Gli allenatori di colore in Europa non hanno opportunità, la prima proposta seria l’ho trovata in Cina».

di - In conferenza: «Non è il loro ruolo. So di cosa è capace Olivier. Ha affinità con alcuni giocatori più di altri, ma ha sempre avuto uno spirito di squadra».

di - Al Festival dello Sport: «A volte il talento viene confuso. Il talento si intuisce, poi si deve coltivare. E chi lo possiede deve avere grande voglia di emergere.»

di - Al Festival dello Sport: «Occorre una Media Company per i compiti di commercializzazione, tenendo nella parte associativa solo questioni di governance sportiva»

di - Al Festival dello Sport: «Il calcio non può rimanere immobile. Ora ognuno guarda solo al suo orticello. Cercheremo di abolire il diritto di veto»

di - A Le Quotidien: «È normale che all'inizio il tecnico si affidi a giocatori abituati allo stemma del Chelsea, quando sarò al 100% giocherò di nuovo»

di - A Radio Punto Nuovo: «Tutti vogliono giocare come Guardiola, ma non è facile. Gli allenatori bravi sono quelli che esaltano il materiale umano a disposizione»
di - Al Festival dello Sport: «Prima potevi giocarti la carriera se sbagliavi in un big match, avrei voluto esistesse la Var»

di - Su Repubblica intervista al ct dell'Ungheria, che in Italia se la passava malissimo e che nicchia sul regime autocratico ungherese

di - A Geo Team: «Spalletti mi dice che devo giocare di più per la squadra, perché ci sono giocatori forti, che devo aiutare di più in difesa»

di - A Star News Korea: «I miei compagni mi hanno aiutato tanto. Se non fossi riuscito a tenere il passo non avrei potuto giocare».

di - «Kim e Kvataskhelia sono ottimi giocatori, il Napoli corre per lo scudetto. Spalletti lo conosco bene, è bravo, molto capace, ha fantasia»

di - A Radio 1: «Mi piacerebbe portare avanti il lavoro fatto finora. Tutte le esperienze maturate in carriera sono utili per mettermi a disposizione del Paese»

di - Dal ritiro della Nazionale: «Cerco sempre di adattarmi alla squadra, per me viene sempre prima di tutto, senza i compagni sei solo un'individualista»

di - In conferenza: «Chi fischia un giocatore della Nazionale è una persona senza cervello. Dobbiamo crescere dal punto di vista culturale»

di - In conferenza: «Gabbiadini volevamo chiamarlo anche prima, ma ha avuto problemi fisici. Cercavamo un attaccante esterno mancino e non ce ne sono molti»