
L’espulsione di Bastoni è lo specchio del calcio italiano
di - Fuori dai nostri confini, alcuni calciatori non sono più intoccabili. Gattuso ci ha messo il cuore, ma il cuore da solo non disegna calcio. Il suo modo di giocare, cosi stantio

di - Fuori dai nostri confini, alcuni calciatori non sono più intoccabili. Gattuso ci ha messo il cuore, ma il cuore da solo non disegna calcio. Il suo modo di giocare, cosi stantio

di - Lunare la rassegna stampa nord irlandese. Il copione non è mai stato in discussione. Si può discutere l'estetica non la sostanza

di - Gattuso è riuscito a stringere a coorte una nazionale operaia. Sandro Tonali è il suo Scipio: guida silenziosa, piedi e testa

di - Oltre il murale di Jorit. La questione è più larga, quasi civile. Perché riguarda il modo in cui una comunità custodisce la propria memoria

di - Politano, egoista, nega il tap-in ad Alisson. All’ultimo respiro, Leo Spina toglie un pareggio innaturale dalla porta.

di - In tre anni, Iervolino ha cambiato dieci allenatori, cinque direttori tecnici, ha ricapitalizzato un paio di volte. Il sogno è durato poco, si è tornati in Serie C la casa naturale del club

di - Meriti una stagione normale. Potresti diventare il primo a vincerne due qui. Le storie belle non si interrompono sul più bello. Hai saputo vincere il pregiudizio sul tuo passato juventino

di - L’inchiostro che forma parole su pagine imbruttite o anche il peso leggero della grazia che si posa sull’erba di Fuorigrotta. Con lui cambia la temperatura della partita.

di - È sempre lì, silenzioso e indispensabile, come un ingranaggio invisibile che muove la macchina del Napoli con la precisione di chi sa che il vero valore si misura nelle piccole cose

di - Tocca dare sempre ragione a José Mourinho che, con il suo solito tono da oste che ha visto passare troppe comitive rumorose, lo dice da anni: le grandi panchine non sono un tirocinio.

di - De Bruyne fa ammattire il recupero, rendendolo quasi nullo: gestisce, copre, gioca da mediano d’altri tempi quando ripiega per fermare una ripartenza pericolosa.

di - Un napoletano riesce. Qualcuno lo trasforma in polemica. La rete amplifica. I napoletani indignati rilanciano. Il polemista incassa la visibilità. Fine del programma.

di - La napoletanità che negli ultimi anni ha colonizzato — parola forte ma efficace — la scena culturale e turistica italiana. Negli occhi di Sal Da Vinci c’è una forza che nasce solo dalla strada tortuosa

di - Questo Napoli non ama le cose semplici. Ma, a volte, sa ancora trovare il colpo di teatro quando il sipario sta già calando. Pare che Conte abbia urlato al suo Big Rom "Saremo io e te per sempre legati per la vita…"

di - Sembrano poco graditi i successi di Sal Da Vinci e Luchè. Eppure hanno vinto Valerio Scanu e Marco Carta. Senza che si aprissero processi estetici

di - Atalanta–Napoli 2-1 resta sul tabellino. Ma il tabellino, stavolta, racconta solo una parte della storia. Il resto è nei fischi, nei silenzi e nelle domande che restano sospese

di - Oggi compie 59 anni un filosofo del pallone, un artista capace di rendere sacro ogni gesto. Reso un capro espiatorio per aver sbagliato un rigore che probabilmente nemmeno ci avrebbe fatto vincere il Mondiale

di - È un concentrato di salute, pappa reale per questa squadra. Sgomma, offre casatielli a Mancini, crea panico. Rocchi e i suoi stanno affossando la Serie A: l’oro di Milano, per parafrasare Marotta, luccica sui fischietti e sui microfoni

di - Open Var dovrebbe fare chiarezza sul processo arbitrale, ma più che sancire un’oggettività, spesso finisce per evidenziare una continua incoerenza

di - Resta una sensazione difficile da scrollarsi di dosso: ogni volta che il Napoli ottiene un review, la partita successiva accade qualcosa. Coincidenze, certo.