Ho amato Sarri ma con Conte non avremmo perso quello scudetto in albergo
POSTA NAPOLISTA - In risposta all'articolo di Marco Giordano su Italiano. Il problema dei nuovi allenatori è che non conoscono il senso della misura

As Roma 15/03/2026 - campionato di calcio serie A / Lazio-Milan / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Maurizio Sarri
Ho amato Sarri ma con Conte non avremmo perso quello scudetto in albergo
Caro Marco Giordano, io non sono Massimiliano Gallo ma spero e mi auguro che la mia risposta possa essere di aiuto al dibattito che lei invoca.
L’equivoco in cui mi pare anche lei cada è quello di continuare a dividersi tra risultatisti e giochisti. Faccio una domanda: se il Bologna avesse giocato contro il Bayern e non contro la (modesta e senza panchina) Roma di Gasperini, avrebbe vinto? Ovvero, avrebbe vinto perseguendo un’idea o avrebbe avuto maggiori chance mettendo il pullman davanti alla porta, attaccando in contropiede? Io credo che questa generazione di allenatori “giochisti” non conosca il senso della misura e la dimensione dell’inferiorità tecnica. Dovrebbero comprendere che in talune circostanze (vedi l’Atalanta contro il Bayern) o in alcuni momenti della partita o della stagione, a seconda delle circostanze (infortuni, indisponibilità, palese inferiorità tecnica ecc.), bisognerebbe tirare i remi in barca e giocare con l’umiltà di Davide contro Golia. E capire inoltre, quanto sia bello un contropiede ben fatto partendo dalla difesa stoica di undici modesti fanti contro la cavalleria reale.
Da abbonato indefesso, ho applaudito, alzandomi in piedi, il Napoli di Sarri ed ho ancora negli occhi quel gioco spumeggiante. Ma, lo stesso Napoli, resta il motivo principale dei miei tormenti notturni perché nessuno me lo toglie dalla testa che con don Antonio Conte, lo scudetto non lo avremmo mai perso in un albergo fiorentino.
Giustino Amabile











