Il business Nba Europe parla milanese, è derby tra RedBird e Oaktree (è sempre Milano l’Italia degli affari)
Ne scrive il Corriere della Sera. Nba Europe è una questione di Fondi: è battaglia tra gli azionisti di Milan e Inter anche se la tassa d'ingresso di 500 milioni frena

The NBA logo is seen outside an NBA fan store in New York on July 8, 2024. (Photo by ANGELA WEISS / AFP)
Il business Nba Europe parla milanese, è derby tra RedBird e Oaktree (è sempre Milano l’Italia degli affari)
La parola business in Italia non è mai associata ad altro che non sia Milano. La Nba è pronta a sbarcare in Europa e sta provando a creare un circuito che di fatto spazzi via l’Eurolega di basket. Non è ancora chiaro se ci riuscirà perché ci sono delle condizioni che spaventano i club europei: su tutte la tassa d’ingresso di 500 milioni di euro, un investimento mica da ridere. Per l’Italia la Nba Europe punta su Milano ed è lotta tra Milan e Inter ossia tra gli azionisti di riferimento RedBird e Oaktree.
Ne scrive il Corriere della Sera con Daniele Dallera:
Nba Europe, una questione di Fondi. Difatti, si è aperto in questi giorni uno scenario milanese del tutto nuovo: Oaktree, proprietaria dell’inter, ha superato Gerry Cardinale, quindi Redbird, plenipotenziario del Milan. È derby per creare una squadra a Milano che giochi nel 2027 nella Nba Europe. Per chiarezza: Inter e Milan restano tali, giocano a calcio, continueranno a farlo, è il loro mestiere, ma le proprietà vogliono portare Milano al centro del continente Nba Europe che nascerà nel 2027.
Torniamo al derby europeo che si svolge a Milano: Cardinale ha già avviato colloqui con la Nba, si è incontrato con Leo Dell’orco, numero 1 di Armani, per vedere quali spazi di manovra ci fossero, Oaktree ha studiato attentamente il progetto proposto dalla Nba, il cosiddetto «business model» esplorando strade percorribili insieme alla stessa Olimpia Milano. Sarebbe addirittura in vantaggio su Cardinale.
Anche se l’impronta, la filosofia, la cornice, molto più made in Usa che made in Europe, sta destando qualche perplessità. La prima e la più ingombrante è la tassa di ingresso che la Nba impone: non è fissa, non è uguale per tutti, ma la media è di 500 milioni di dollari. Tanto per dire: l’eurolega, che verrebbe terremotata dallo sbarco Nba, non chiede nulla ai suoi affiliati. Succede perché 12 club sono proprietari della Lega europea, chi accederà in futuro inizierà a pagare. La Nba Europe si orienta verso le grandi firme del calcio: Real Madrid, Barcellona, Psg, Inter, Milan, Manchester City e United, Newcastle. Alla montagna di denaro richiesta si aggiungono condizioni severissime. La Nba ha fissato il 31 marzo come scadenza: entro quel giorbo bisogna dare una risposta di interesse e di accettazione al loro modello. Il Real Madrid ha già buttato lì un «no grazie».











