Il problema del calcio italiano non è l’Atalanta, è il Napoli che non supera i gironi (Süddeutsche)
Ma i tedeschi provano a tirarci su: "Basta autoflagellazione, non state messi così male. In fondo negli ultimi anni avete vinto più dei nostri club"

Db Bergamo 22/02/2026 - campionato di calcio serie A / Atalanta-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Antonio Conte
E su, non fate così. Non si contano più in queste settimane gli articoli della stampa straniera che provano a tirarci su. La Serie A non sta così inguaiata, scrivono dal Guardian al New York Times. Ora, dopo il cappottone inferto all’Atalanta dal Bayern Monaco, che di fatto chiude in ignominia la stagione europea delle italiane, anche la Süddeutsche Zeitung scrive lo stesso identico commento consolatorio. Forse sfottono, chissà.
“Non è passato molto tempo da quando il calcio italiano era considerato malato terminale – scrive il giornale tedesco – D’altra parte, era visto come fiorente e pieno di vita. Morto, malato, dinamico, vitale: è facile lasciarsi confondere da questo continuo su e giù, da questo perpetuo cammino sul filo del rasoio tra il qui e il qui e ora, esemplificato dal calcio italiano, un tempo esclusivamente glorioso”.
Scrivono che l’abbiamo presa troppo male, qui da noi. Ne stiamo facendo un dramma. Ma “il punto è: l’Atalanta, di solito così coraggiosa, nonostante la sua prestazione a volte comica contro il Bayern Monaco, non è il problema. Il vero problema sono i campioni d’Italia del Napoli che non hanno superato la fase a gironi. L’Inter, travolta 5-0 dal Psg nella finale dello scorso anno, è stata eliminata dai norvegesi del Bodø/Glimt, in modo piuttosto spettacolare, con due sconfitte. E poi c’è la Juventus, campione da record, che è stata poco più di una brezza leggera in Europa per oltre un decennio, eliminata dal Galatasaray. Il fatto che i turchi abbiano sconfitto anche il Liverpool in casa è irrilevante, perché gli italiani continuano a non scendere a compromessi. Vincere è l’unica opzione. Da questa meta-prospettiva, l’apocalisse è già incombente: la Nazionale italiana può ancora evitarla con i playoff della Coppa del Mondo tra due settimane. Altrimenti, i quattro volte campioni del mondo affronteranno un terzo torneo consecutivo senza di loro – è urgente sottolinearlo”.
“Eppure, anche quest’ultima macchia ha qualche risvolto positivo, soprattutto se confrontata con quelle storicamente consolidate. Giusto per contestualizzare, senza essere polemici: la nazionale italiana ha vinto più titoli importanti della Germania negli ultimi cinque anni (un Campionato Europeo); le squadre di club italiane hanno raggiunto più finali di Coppa dei Campioni delle loro controparti tedesche nello stesso periodo (sette a tre); e nell’unica finale diretta, l’Italia ha nettamente prevalso (il trionfo dell’Atalanta in Europa League per 3-0 contro il Bayer Leverkusen nel 2024)”.
E’ un anti-depressivo quest’articolo: “Inoltre, si stanno facendo progressi a livello meta-sportivo. La presenza media è in aumento da anni e i tifosi si siedono sempre più spesso in tribune di proprietà e/o ristrutturate dai club stessi. L’Atalanta ha subito una pesante sconfitta martedì contro il Bayern Monaco in uno stadio di proprietà del club recentemente ristrutturato. Moderni stadi di calcio sono in costruzione anche a Firenze, Roma e Milano; certo, con anni di ritardo, ma giusto in tempo per Euro 2032, per evitare di rimanere completamente indietro in termini di infrastrutture”.
“L’autoflagellazione dell’Italia deriva anche da un desiderio di gloria passata, gli anni Ottanta e Novanta, quando la Serie A era la principale potenza calcistica europea. Tanto tempo fa. Un ricordo ormai lontano. Ma malati terminali? Beh, in Italia, nessun club ha difeso con successo il suo titolo in questo decennio – una situazione che altrove sembra storia antica.











