Athletic celebra il Mondiale del 2006: la Nazionale vinse all’italiana: niente spettacolo, solo dramma (Athletic)
"Gli azzurri non erano invincibili. Tutto si ridusse a tre episodi di cui uno controverso: il rigore al 95’ contro l’Australia, il gol in extremis contro la Germania e la vittoria ai rigori contro la Francia". Più la testata di Zidane.

L’Italia calcistica, nel baratro di Calciopoli, sembrava tutto fuorché capace di vincere un Mondiale; eppure Cannavaro che alza la coppa al cielo quel 9 luglio 2006 resterà per sempre il ricordo indelebile di una Nazionale capace di sfidare ogni avversità, non forte come quella del 2002, ma comunque capace di emozionare. L’Athletic ripercorre i momenti salienti che portarono alla vittoria finale, senza tralasciare gli episodi più controversi.
Mondiali 2006, un’analisi della vittoria dell’Italia
Scrive l’Athletic:
La quarta Coppa del Mondo dell’Italia fu vinta in tipico stile italiano — raramente gli Azzurri vincono trofei internazionali in maniera spettacolare, ma c’è sempre grande dramma. Questo successo avvenne mentre la Serie A era in crisi. Lo scandalo Calciopoli rivelò che diversi dirigenti di club sceglievano di fatto arbitri favorevoli per le partite delle proprie squadre.
Il momento decisivo
La semifinale contro la Germania fu uno dei due grandi match a eliminazione diretta del torneo. La Germania, poco considerata all’inizio, aveva costruito una buona squadra arrivando in semifinale a Dortmund. E poi l’Italia spezzò il cuore dei tedeschi.
La finale
Forse il vero protagonista fu Materazzi: coinvolto nei tre episodi principali della partita — fallo su Malouda per il rigore, gol del pareggio su corner di Pirlo e provocazione finale a Zidane.
Fu un successo memorabile e una grande squadra, ma difficile definire l’Italia campione del mondo 2006 come invincibile. Tre delle quattro vittorie a eliminazione diretta furono legate a episodi di cui uno controverso: il rigore al 95’ contro l’Australia, il gol in extremis contro la Germania e la vittoria ai rigori contro la Francia. Argentina e Brasile erano le squadre più impressionanti prima dei quarti e crollarono, lasciando un final four tutta europea. Né Germania né Portogallo furono particolarmente convincenti. Alla fine, tra Francia e Italia ci fu poca differenza. Tutto si ridusse alla traversa: il pallonetto di Zidane rimbalzò sulla linea, il colpo di testa di Toni prese la traversa e tornò in campo e il rigore di Trezeguet non entrò.










