Perché la Uefa ha sospeso Prestianni se l’indagine è ancora aperta? E se poi è “innocente”? (El Mundo)

"Innocente" per modo di dire: ha comunque confessato insulti omofobi. Ma è un bel precedente: il garantismo non esiste nel calcio. Vince la presunzione di colpevolezza

il razzismo e l'Argentina vinicius Prestianni

SL Benfica's Argentine forward #25 Gianluca Prestianni hides his mouth while arguing with Real Madrid's Brazilian forward #07 Vinicius Junior who complained about alleged racists insults during the UEFA Champions League knockout round play-off first leg football match between SL Benfica and Real Madrid CF at Estadio da Luz in Lisbon on February 17, 2026. (Photo by PATRICIA DE MELO MOREIRA / AFP)

Prima facie. Significa “a prima vista”. Nel contesto giuridico, si riferisce a un evento considerato vero solo sulla base di una prima impressione. Ed è il principio con il quale l’Uefa ha squalificato – anzi, sospeso – per una partita Gianluca Prestianni, il giocatore del Benfica accusato da Vinicius di essersi nascosto dietro una maglia per dire le peggio cose razziste all’attaccante del Real. Non ci sono prove evidenti dell’insulto, e lui per giustificarsi – il genio – ha confessato SOLO degli insulti omofobi. Niente razzismo. L’Uefa allora, temendo un casino nella partita di ritorno al Santiago Bernabéu, ha optato per una via di mezzo. E lo ha tolto dal campo. Nel calcio, insomma, vince la presunzione di colpevolezza. E’ un precedente non male, sottolinea El Mundo.

A seguito della denuncia di Vinicius e delle successive dichiarazioni di diversi compagni di squadra, tra cui Mbappé, la UEFA ha nominato un ispettore del suo Dipartimento Etica e Disciplina per indagare su tutte le accuse contro l’argentino e su tutto ciò che è accaduto durante il secondo tempo della partita di martedì scorso. E “su richiesta” di questo ispettore, la UEFA ha deciso di “sospendere provvisoriamente” il giocatore del Benfica Prestianni per una partita.

“Non si tratta di una sanzione definitiva – spiega il giornale spagnolo – poiché l’organo di governo del calcio europeo sta ancora indagando sull’accaduto, ma la sospensione provvisoria impedisce alla presunta vittima e al presunto autore di affrontarsi sul campo del Bernabéu. Prestianni potrebbe saltare la partita e quindi essere assolto, sanzionato o vedere il caso archiviato. Il Benfica farà ricorso contro questa decisione, ma a sole 48 ore dalla partita, la dirigenza del club portoghese ha poco tempo per far sì che Prestianni possa giocare.

“Non è la prima volta che la UEFA prende una decisione di questa portata. Nel 2021, il giocatore dello Slavia Praga Ondrej Kudela è stato squalificato per una partita per aver insultato razzialmente Glen Kamara dei Rangers. Non esisteva alcuna registrazione audio o video dell’incidente, ma la Uefa ha imposto la sanzione in seguito a una dichiarazione del compagno di squadra di Kamara, Bongani Zungu, che affermava di aver sentito l’insulto. Un caso simile a quello accaduto con le dichiarazioni di Mbappé, in cui ammetteva di aver sentito l’insulto di Prestianni a Vinicius “cinque volte”.

“Secondo l’Articolo 14 della Uefa, se l’indagine dovesse concludere che l’argentino è colpevole, rischia una squalifica minima di dieci partite. Tuttavia, sia il Benfica che fonti del Real Madrid hanno dichiarato a El Mundo che è probabile che la denuncia venga respinta per mancanza di prove. Ciononostante, Prestianni salterà la cruciale partita di ritorno”. Per presunzione di colpevolezza, appunto.

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