Addio a Mimmo Liguoro giornalista gentiluomo d’altri tempi

Una grande carriera, volto noto della Rai. Si affezionò al Napolista delle origini e ci regalò racconti che erano e sono chicche

Mimmo Liguoro

Lutto nel mondo del giornalismo per la morte di Mimmo Liguoro, volto noto dei telegiornali Rai. Originario di Torre del Greco, Liguoro è venuto a mancare all’età di 84 anni a Roma.

Mimmo Liguoro era davvero un gentiluomo d’altri tempi. Il garbo, la moderazione, l’ironia mai fastidiosa erano la sua cifra. Sono stati la cifra della sua prestigiosa carriera giornalistica. Oltre ovviamente alla serietà, l’autorevolezza, la competenza. Non stiamo qui a dilungarci. E’ stata una delle prime firme d’autore del Napolista. Si innamorò del progetto e ci deliziava con i suoi ricordi sempre densi di particolari. Ti faceva sentire quelle atmosfere che lui viveva in prima persona, allo stadio Vomero (oggi Collana) come in Galleria Umberto. Aveva la straordinaria capacità di rendere tutto leggero senza ovviamente mai sapere cosa fosse la superficialità. Da qui, dal Napolista, inviamo un abbraccio affettuoso alla famiglia e possiamo solo dire che lo stampo del giornalismo lieve – che aveva formato Mimmo – ci sembra definitivamente smarrito.

Liguoro ha curato nel tempo diversi spazi di informazione della Rai, tra cui le rubriche di cultura e attualità ‘Pegaso’ (antesignana delle trasmissioni di approfondimento giornalistico fuori dai Tg), ‘Gulliver’, ‘Tg3 Cultura e spettacolo’, ‘Tg2 Mattina’.   Agli inizi degli anni ’80 Mimmo Liguoro è stato il conduttore dell’edizione di mezza sera del Tg2, primo telegiornale collocato in orario serale intermedio, tra il Tg delle ore 19.45 e quello notturno. Il suo debutto alla conduzione avvenne in modo inatteso: chiamato a sostituire all’ultimo momento il collega Mario Pastore, su decisione del direttore Ugo Zatterin, superò brillantemente la prova della diretta.

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