Il Napoli di Cesena ha acceso i sogni di altre goleade: l’8-1 alla Pro Patria e l’esordio di Vinicio

Il Napoli di Cesena ha acceso i sogni di altre goleade: l’8-1 alla Pro Patria e l’esordio di Vinicio

Quel che accade nella testa di chi sogna lo sanno gli esperti che studiano i riflessi inconsci. Avvenimenti reali stimolano inattese visioni notturne, disegnano ricordi e profili sullo schermo degli occhi chiusi. Accade anche per le emozioni legate al foot ball? Direi di sì, date le immagini che si son presentate nel mio riposo notturno, dopo la  vittoria di Cesena. Frammenti d’epoca, giocatori di altre stagioni e una sequenza di partite vinte dal Napoli con risultati sonanti. L’euforia per un Hamsik quasi ritrovato e per una squadra vogliosa di gioco e gol ha messo in moto ricordi e stati d’animo.  

Ed ecco un pomeriggio d’ottobre del ’55, da me affrontato con i calzoni alla zuava. Sul prato del Vomero, il Napoli in maglia rossa contro la Pro Patria a strisce bianche e blu. Il pomeriggio ottobrino stimola un risultato da vendemmia: 8 a 1 per noi. Le due punte di diamante  (Vinicio e Jeppson, un tandem che non realizzò poi tutti i sogni sognati) andarono a bersaglio cinque volte, due lo svedese, tre il brasiliano. 

Le vie dello zucchero in sogno sono infinite. Dopo un po’, altra visione-ricordo di cinque anni prima, il 1950. Arriva il Como e il Napoli lo stende con sette gol a zero. “Sette a zero con il Como, quatto a zero co’ Bologna / mamma ma’, ma che vergogna/ e vattimmo pure ‘lla’…”: l’inno del Napoli incorporò quel risultato. Sulle gradinate, per i gol partenopei, esultò anche il gruppo di ragazzi non vedenti ai quali uno speaker amico, come in ogni domenica casalinga, raccontava a voce alta la partita minuto per minuto.

Cinque anni più tardi, maggio ’55, gli azzurri violarono lo stadio di san Siro. Sconfitta l’Inter per 4 a 1. Due gol li segnò Farnese Masoni, detto “spazzolino”, calciatore dal grande avvenire, stroncato purtroppo da un grave infortunio. Nel tardo pomeriggio, sotto le volte della Galleria, in onda il consueto dibattito a più voci dei tifosi-opinionisti in puro dialetto, circondati da nutriti gruppi di partecipi ascoltatori, allegri o amareggiati secondo il risultato.

La notte propone altri amarcord. Hasse Jeppson! Stile e potenza. Fu lui, nell’aprile del ’56, a segnare il gol della vittoria contro la Juve a Torino. Non bastò per avvicinare il Napoli allo scudetto. Ma lo stile del centrattacco incantava i tifosi, che gli perdonarono il flirt con una famosa tennista. E lo sostituirono nella scala degli idoli solo quando arrivò Vinicio. 

E il dormiveglia azzurro termina sulla sequenza del debutto di Luis. 1955, prima giornata. Al Vomero, Napoli -Torino. Debutto napoletano del centravanti venuto dal Brasile. Palla al centro, passaggio a Vinicio che vola verso la porta granata, tiro-bomba dal limite dell’area. Gol! E nacque l’amore grande tra Napoli e Vinicio de Menezes.
Mimmo Liguoro 

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